LA BORGHESIAALLO SPECCHIO: IL CULTO DELL:IMMAGINE DAL 1860 AL 1920 Palazzo Cavour - Torino 28 maggio 2004 - Partecipanti n. 73 Una prima riflessione è suggerita dal titolo della mostra: l'epoca considerata è teatro di mutamenti sociali, economici e politici , dove la modernizzazione imbocca una decisa via verso il mutamento dei costumi, ed una parte della società in evidente ascesa, il ceto borghese, detiene il potere economico e politico, influenzando talora l'evolversi della storia ed eguagliando per importanza le casate nobiliari europee. La miglior Borghesia si autocelebra con dipinti di committenza raffiguranti ritratti di famiglia, dove l'uomo è persona di rango elevato nella società, nella politica e nel commercio, la donna è "vetrina" dei successi del marito e modello di vita quotidiana, dedita alla casa, alla prole e alla vita sociale e i figli-eredi acconciati con abiti ricercati e considerati continuatori del mondo dei genitori. Quadri di grandi dimensioni sono i ritratti di famiglia di Costantino Sereno e le opere di Belloni e Raffanelli , con elegantissimi signori ; nei quadri di Scomparini, Leo Rutz e Toulmuche e nelle splendide Donne di Boldini, l'abito sontuoso e l'arredo elegante dell'interno sono i veri protagonisti . Le 69 stampe del museo Goupil , offrono una panoramica della società dell 'epoca: la vivacità dell 'infanzia nel gr ande dipinto di Xavier Prinet, i domestici e la balia più volte presenti come simbolo di benessere , e situazioni quali la lettura o il passeggio come intrattenimenti quotidiani. I balli e il teatro sono rituali di vita mondana che scandiscono i ritmi della quotidianità. Delleani e De Nittis, a dar lustro con la loro firma alla rassegna, dipingono villeggiature in Costa Azzurra, Mare di Livorno, Genova e Lago dei Quattro Cantoni , esclusivamente per ricchi borghesi. AI termine della mostra, una vetrina con autentici abiti d'epoca ed una piccola sezione fotografica descrivono un ceto culturalmente ed economicamente privilegiato ed intenzionato a testimoniare il traguardo raggiunto più che ad apprezzare l'arte pittorica. Enrica BERGER