L'intervento del PRESIDENTE ENRICO SALZA Prendo la parola come Socio Onorario per anzianità visto che mi avete dato questo riconoscimento. Innanzi tutto Vi porgo i saluti del nostro Presidente onorario Dott. Arcuti , dell ' Amministratore Delegato Dott. lozzo e da parte mia: un saluto davvero sincero a tutti. Saluto l'amico Gai: mi fa piacere vederLo sempre in grande forma. I nostri azionisti hanno deciso di semplificare il vertice. Per quanto possa dispiacere, tale manovra è stata da me considerata oggi utile e necessaria per affrontare le molte difficoltà che obiettivamente il mercato ci prospetta. Mi è stato chiesto se al momento della mia nomina a Presidente fossi emozionato. In realtà , i giorni che hanno preceduto l'assemblea sono stati sufficienti a superare ogni emozione, o almeno a controllarla. Avevo spiegato, a chi aveva responsabilità di decidere, che l'ipotesi di restare in banca, mi era fortemente gradita perché mi sentivo di poter dare, dopo tanti anni di esperienza nella banca, un contributo ancor più positivo e costruttivo. In questa sede desidem ringraziare ed evidenziarvi che i rapporti con il Presidente Masera sono rimasti e rimarranno di assoluta cordialità e amicizia. Fatta questa premessa, cosa posso dirvi senza portarvi via tmppo tempo? Che ho iniziato la mia prima giornata di lavoro nella nuova veste chiedendo all 'Amministratore Delegato di incontrare con lui la "Prima Linea". Il presidente non deve fare l'amministratore delegato. Deve essere informato di tutto, deve riuscire a capire tutto, deve essere al fianco della "Prima Linea", dell 'Amministratore Delegato per spronare , incoraggiare e mettere coloro che sono "al governo" nelle condizioni di operare al meglio, affinché il Gruppo sia ogni giorno di più un Gruppo integrato. Abbiamo sentito in questi mesi anche delle dichiarazioni più o meno interessanti e più o meno interessate rispetto a che cosa dobbiamo fare ...... da grandi. lo penso che non si debba a tutti i costi cercare di diventare un banca grande, ma che si debba riuscire ad essere una grande banca. E' una bella differenza! Il nostro Gruppo ha saputo crescere e crescere bene. Con delle grandi professionalità, che sono qui presenti davanti a me e che sono un esempio, un esempio che io non posso far altro che onorare e ringraziare. Diventare una grande banca significa anche rispettare tutte le professionalità. Come quando, da Presidente della Camera di Commercio di Torino, avevo inventato il "Premio del Torinese dell'anno" premiando, di volta in volta, torinesi di nascita o di adozione. Con questo intendo tutte le professionalità che fanno parte del Gruppo - dai "Sanpaolini" tradizionali ai nuovi " Sanpaolini" che sono venuti ad accompagnare i nostri sforzi - queste devono essere valorizzate e so che è costante cura della Direzione del Personale fare riflessioni a questo riguardo. Bisogna imparare ad essere squadra, essere squadra davvero. Ed ecco perché dopo aver dato un saluto alla "Prima Linea" , sono stato alla MOI di Moncalieri perché, da imprenditore, sentivo tale esigenza. A questo proposito ricordo volentieri che il Dott. Gai ha dato vita al Centro Contabile in piazza Bernini ed il grande impegno là pmfuso. Anche l'impresa-banca, forse persino più di altre, ha bisogno di innovazione e tecnologia. Ho fatto questa visita soprattutto per riconoscere a quel gruppo di persone le grandi fatiche di questi ultimi anni, dall'alluvione, in cui molte domeniche sono saltate, all'applicazione dell'euro fino ad oggi con le integrazioni delle reti. Voi sapete che abbiamo ormai in rete a Moncalieri Napoli, Bologna,Venezi a e a breve integreremo Padova e il FriuliVolendo permettermi una battuta, che qualcuno avrà già sentito ripetere al telegiornale in questi giorni, vorrei poter stringere la mano a tutti i dipendenti , agli oltre quarantatremila del Gruppo. L'ho fatto virtualmente a "reti unificate" da Moncalieri - così direbbe qualcuno che, meglio di me, sa cavarsela sul piano mediatico riconoscendo gli sforzi che quel nucleo di persone ha fatto senza mai mancare nessun appuntamento. E ho desiderato portarlo come esempio a tutto il Gruppo. Naturalmente altre componenti dell 'azienda hanno altrettanti meriti , ma mi piaceva, da imprenditore, sottolineare l'importanza della tecnologia e dell'innovazione. Ora, fatta questa premessa, dobbiamo ancora prendere atto delle grosse difficoltà che Torino e il Piemonte hanno affrontato, ma come ho avuto modo di ricordare già l'anno passato, siamo altrettanto consapevoli che rimaniamo l'unica grande azienda imprenditoriale di questa area e che , di conseguenza, abbiamo responsabilità precise anche come classe dirigente. Guai se il SAN PAOLO non avesse la capacità di crescere e di crescere bene nell'ottica che "se si sta fermi si va indietro". Crescere anche nell 'interesse dei collaboratori e dei clienti che devono essere al centro della nostra attenzione: se abbiamo clienti soddisfatti, saranno soddisfatti tutti, compresi gli azionisti. Dobbiamo lavorare ancora molto al nostro interno per immaginare spazi di riduzione dei costi e nuove aree di affari. Nuove aree di affari vuoi dire altre occasioni di imprenditorialità e di crescita del nostro fatturato e sotto questo profilo consentitemi di azzardare più che un auspicio, un convincimento. Mi riferisco, in particolare, al gruppo assicurativo cui stiamo dando vita e che sarà guidato dall'amico Luigi Maranzana. Ebbene, cari Anziani del SAN PAOLO, e lo sono un po' anche io, le sfide che tutto il Gruppo affronta continuamente sono complicate e al contempo stimolanti. Ci impegneremo rispettando fino in fondo le nostre responsabilità. Nelle settimane che hanno preceduto l'Assemblea, abbiamo avuto qualche preoccupazione per la composizione del patto, che non è di consultazione bensì di sindacato, tra esse la possibilità che venissero a mancare dei supporti che personalmente - e non solo personalmente - consideravo rilevanti. La conferma del Gruppo CDC ci ha convinti di avere un supporto importante negli amici francesi su cui costruire importanti partnership strategiche, anche alla luce del progetto di riorganizzazione del Gruppo CDC - Caisses d' Epargne. Ma soprattutto aver rivitalizzato i rapporti con il gruppo SANTANDER, che è il terzo gruppo privato europeo con una dimensione superiore a quella che si avrebbe mettendo assieme UNICREDITO e SANPAOLO, vuoi dire aver acquisito un 'importante cultura imprenditoriale. Questo è stato il mio giudizio. Naturalmente il Gruppo SANTANDER è un gruppo capace , è un gruppo forte e agisce come tale, continuando a credere che la banca con le migliori possibilità di sviluppo in Italia sia proprio il Gruppo SAN PAOLO. Ecco perché, confortato da queste opinioni, sono convinto che siamo e potremo ancora di più diventare una grande banca, lavorando al nostro interno con serietà, entusiasmo. Ho detto l'anno scorso che avremo costruito anche il nostm palazzo, il nostro grattacielo. E lo confermo. Siamo pronti dunque ad accettare nuove sfide forti al nostro interno delle tradizioni e dei valori consolidati che Voi ci avete trasmesso. Senza presunzione ma con il convincimento che quello che ci è stato dato, quello che avete dato Voi, quello che ci avete insegnato, non solo non è dimenticato, ma è in cima ai nostri pensieri. Il nostro attuale gruppo dirigente , con il sottoscritto che controllerà e stimolerà, sarà in grado di superare anche i delicati passaggi e le trasformazioni che stanno toccando il nostro territorio di elezione, il nostm Paese, la nostra Eumpa. Grazie e auguri.