24 ottobre 20 12 Domodossola, El Dòm in piemontese, Dòm in dialetto ossolano, centro principale della Val d'Ossola nella piana del fiume Toce, accoglie noi Senior giunti fin qui per la nostra consueta gita giornaliera mensile. Il geografo greco Tolomeo, nel Il sec. d.c.. la citò come Oscella, capitale dei Leponzi; in seguito alle numerose vicende storiche con il dominio degli Ostrogoti, i Franchi e Carlo Magno, il nome si trasformò in Oxilla, Domus Oxile, Borgo Domi Ossule, fino al definitivo Domodossola avvenuto nel1743 dopo che il dominio della città passò dagli austriaci ai Savoia . L'aria fresca e limpida promette una bella giornata, le guide sono già in attesa e, divisi in gruppi, ci apprestiamo subito ad iniziare la salita alla collina di Mattarella - Riserva Naturale Speciale - per la visita al Sacro Monte. La costruzione di questo Sacro Monte,dedicato al Calvario, ebbe inizio nel 1656 per opera di due frati Cappuccini che individuarono questo sito di proprietà della Chiesa di Novara come il più idoneo; già in precedenza c'era un castello che divenne poi la residenza vescovi le. Tutto intorno, la collina è fiancheggiata da un fitto bosco di castagni, querce, conifere, pioppi e betulle. Con il sostegno della Comunità ecclesiastica e civile e delle benestanti famiglie locali, già alcuni anni dopo furono edificate le prime Cappelle e si celebrarono le prime Messe. Tutta la manovalanza che lavorò alla domenica per lo scavo delle fondamenta e lo sgombero delle macerie ottenne l'indulgenza plenaria per quaranta giorni . Il percorso si sviluppa su un sentiero acciottolato originale con un dislivello di circa 250 m; tra una Cappella e l'altra, la via in salita è diritta, a differenza degli altri Sacri Monti vicini i cui itinerari prevedono curve per addolcirne la fatica. Tutte le Cappelle sono abbellite da statue di gesso, opere dello scultore milanese Dionigi Bussola che lavorò qui quasi trenta anni e plasmò tutti i personaggi che, stazione dopo stazione, raccontano il Calvario di Gesù. La costruzione di tutte le Cappelle terminò nel XVIII sec., il restauro e il rinnovo degli arredi sacri continuò fino alla metà del secolo scorso e le ultime statue che le decorano sono lignee. Purtroppo le Cappelle non si possono ammirare nel loro pieno splendore perchè non sono illuminate; a causa della crisi economica e della rivalità che esiste tra questo e il Sacro Monte di Varallo, per il momento, non è neppure previsto un sistema di illuminazione a tempo. Forse, al pomeriggio, quando il sole le illumina naturalmente, questa Via Crucis è molto più bella. Sulla sommità della collina si trova oggi il bellissimo Santuario del Ss. Crocifisso, a pianta ottagonale, in stile barocco, dove sono collocate le ultime tre stazioni . Nel 1828 il sacerdote e filosofo Antonio Rosmini salì al Monte Calvario e trovò il Santuario e i due edifici adiacenti in stato di totale abbandono. Senza perdersi d'animo il grande sacerdote si sistemò in quel sito ed iniziò la sua opera per fondare un ordine religioso. Da allora il luogo rifiorì e si trasformò nell 'odierno complesso che ospita la Casa Madre, il Centro di Spiritualità ed il Noviziato. Il bellissimo giardino a sud di questo complesso è coltivato ad orto e piante da frutto e ulivi; numerosi volontari aiutano oggi i Padri Rosminiani nella loro opera. Il Sacro Monte Calvario è Patrimonio Unesco dal 2003 ed è l'unico ad avere una propria istituzione musicale che svolge attività sia liturgica che concertistica . Un particolare ringraziamento alla guida del nostro gruppo, un naturalista molto preparato e profondo conoscitore della storia di tutto il complesso. Terminata la visita , siamo risaliti sul pulman per il trasferimento a Santa Maria Maggiore per il pranzo e la visita a questa piccola ed interessante cittadina della Val Vigezzo. Il ristorante Miramonti ci ha fatto gustare piatti tipici ossolani e al termine abbiamo bevuto il famoso caffè vigezzino, che viene preparato in brocche, aromatizzato con liquore e panna, buonissiiiiiimo. La passeggiata in questa bella località si è conclusa con la visita al Museo dello Spazzacamino. Allestito all'interno del parco della bella Villa Antonia, questo è l'unico Museo in Italia dedicato alla figura degli Spazzacamin i che per anni segnarono la vita della Val Vigezzo. Siamo entrati nella sala e fatti accomodare sulle sedie; la direttrice ci ha illustrato brevemente le difficili condizioni economiche in cui si trovavano questi posti verso la fine del 1800, ragion per cui moltissime famiglie della valle si videro costrette a consegnare i loro piccoli bambini di 6/7 anni ai "padroni " che, senza tanti scrupoli, li facevano lavorare duramente; ebbe inizio allora un vero e proprio esodo e sfruttamento infantile che durò fino all 'inizio della Il Guerra Mondiale. I loro corpi esili e gracili ben si adattavano alle strette dimensioni dei camini da spazzare; usando i loro attrezzi, coperti dal cappello per ripararsi dalla fuliggine, si arrampicavano su per i camini delle case raschiandoli e pulendoli a mano; venivano pagati con un piatto di minestra e un po' di pane; si spostavano con le loro biciclette di casa in casa, di paese in paese e perfino all'estero. Purtroppo, per i patimenti e il freddo, molti di loro persero la vita . Molti altri, invece, crescendo, riuscirono ad emigrare in Europa ed in America ed iniziarono con successo altre attività;furono sempre attaccati alla loro terra e ritornavano sempre alle loro case appena possibile. Il raggiungi mento di un discreto benessere sociale ed economico è testimoniato dalle belle ville e case di questa località e di tutta la vallata. Nel Museo sono raccolti oggetti e attrezzi appartenuti ai piccoli lavoratori; la visita prevede un suggestivo percorso multimediale, con parole, suoni, musica, fotografie e tante tristissime testimonianze. La visita si è conclusa con un po' di tristezza nei nostri animi; contemporaneamente possiamo senza dubbio provare una grande ammirazione per la volontà ed il coraggio dimostrato da questi bambini per aiutare le loro famiglie a scacciare la miseria . A sottolineare quanto sia importante la figura dello Spazzacamino, tutti gli anni,al primo week-end di settembre, si svolge qui il Raduno Internazionale degli Spazzacamini, con persone provenienti da tutto il mondo. Risaliamo sui pullman per il rientro a casa davvero soddisfatti per questa nuova ed interessante esperienza . Giuseppina Aiello Deregibus -------------------------4m)------------------------- l !