( ) Vili. Bolla del Sommo Pontefice Leone XII la quale stabilisce che il titolo dell' Arcivescovato di Nazaret si assuma dall' Arcivescovo di Trani. In Nomine Domini. Amen. Cunctis ubique pateat quod Anno a Nativitate Domini Nostri Jesu Christi MDCCCXXFIIfi die vero secunda Mensis Octobris Pontificatus autem SS. Domini Nostri Leonis PP. XII. Anno ejus Quinto = Ego Officialis Deputatus infrascri-ptus vidi et legi quasdam Literas Apostolicas sub Plumbo debite expeditas tenoris sequentis videlicet — Leo. Episcopus Servus Servorum Dei ad perpetuam Rei Memoriam— Multis equidem fuit semper commendata nominibus Nazarena Ecclesia , que in Civitate Barulensi extat quaeque relata inter ceteras Neapolitani Regni insigniores Ecclesias Archiepi-scopatus dignitate prefulgebat. Quoniam vero connumerata ipsa fuit inter eas sedes quae ex postrema Sanctae Sedis cum Siciliae Rege inita conventione fuerunt extinctae illius-que pristinum splendorem plurium Romanorum Pontificum Predecesso-rum Nostrorum liberalitate auctum aliquo modo servare maxime deceat in eam sententiam opportune deveniendum statuimus ut saltem illius Titulus redintegretur nedum ab oblivione hujusce Ecclesiae memoriam vindicandam sed etiam ad controversias inter Nazarenum Capitulum et Collegiatam Barulensem Sanctae Mariae Majoris jampridem exortas In nome del Signore. Amen. Sia in ogni luogo a tutti noto , che nell’anno della Natività di Gesù Cristo Signor nostro 1828 nel secondo giorno del mese di Ottobre , e nel quinto anno del Pontificato del SS. Signor nostro Papa Leone XII = Io infrascritto Uffiziale Deputato ho visto ed ho letto alcune lettere Apostoliche sotto il piombo spedite con tutte le formalità , del te-t nor seguente, cioè = Leone Vescovo Servo de’ Servi di Dio a perpetua memoria della cosa = La Chiesa di Nazaret, la quale esiste nella Città di Barletta, e che annoverata tra le altre Chiese più insigni del Regno di Napoli era decorata del-1’ Arcivescovil dignità , fu sempre commendevole per molti titoli. E poiché fu compresa tra quelle sedi, le quali secondo 1’ ultimo Concordato della Santa Sede col Re della Sicilia furono abolite , ed essendo assai conveniente che in qualche modo essa conservi l’antico splendore, accresciuto anche per la munificenza di molti Pontefici Romani nostri Predecessori, abbiamo stabilito di opportunamente venire a questa ordinanza , cioè che almeno il titolo di quella venga reintegrato non tanto per vendicar dal-1’ obblio la memoria di questa Chiesa , quanto per precidere affatto le controversie già da più tempo insor-