L I B R O C V. 87 . fece in Normandia nel 1077. Giunto che vi fu, e più prefio che potè, andò al Monifiero dei Bec , ove aveva fatta profefiìone, ed oveancora viveva il buon vecchio Erluinofuo padre fpirituale- L’abate e i Religiofi lo pregarono, che confecrafle laloro chiefa; ìlche egli fecea’23. Ottobre 1077.Ì11 prefenza di gran numero di Vefcovi, d’Abati, e di Signori. Dal Bec pafsòaCaen, ove intervenne alla dedicazione della chiefa della Badia di S. Stefano fabbricata dal Re Guglielmo. Quello Principe e la Regina fua fpofa aflifiettero a quella cirimonia, e vi fi trovò gran numero di Prelati, e di Signori. Lanfranco elfendo di ritornoin Inghilterra nel 1078. vitenneun Concilioa Londra , .in cui ordinò da parte del Re a Volitano Vefcovo di Vorchefìer, che J’o vefco* refiituiflè il fuo paftorale, e che rinunziafie al Vefcovato, di cui il Re diceva- ’£eJ«rv.01’ lo incapace a cagione della fua infufficienza, ed ignoranza nella lingua France- vaia. Ma-fe. Volitano .fenza fmarririì rifpofe, che egli ficonofceva indegno del Vefco- ™esf,i vato, e incapace d’un impiego fi grande , ma ch’elfendo Itato sforzato dal Re, dal Clero, e dal Papa ad accettarlo, non voleva reftituire il paftorale, fenoli a quello che glielo aveva dato. Nel medefimo punto andò alfepolcro del Re Eduardo, e cosìgli parlò .• Voifapete,mio Signore, con quanta ripugnanza io abbia ricevuto il p a florale, e quante volte lo ricufai : hofatta una pazzìa ; ma voi mi avete obbligato. Ecco un nuovo Re, e un nuovo Arcivefcovo che fanno nuove leggi y accufanovoi d'errore, che mi avete corretto, e accufano me di temerità d'averlo accettato. Ora voi [iete unito a Dìo , e lontano dalle tenebre dell' ignoranza e della prevenzione : voi vedete la verità nella fua pienezza •; io vi ra-flituifco il miopajìorale y e la cura del mio gregge : datelo a quello., che nè degno . Così dille, e avendo fiffo il fuo paftorale fopra la tomba del Santo , e-def» fendofifpogliatodegliornamenti di fua dignità, andò a prender luogo tra’Mo-naci fuoi confratelli . Quando lo feppe Lanfranco, mandò Gondolfo Vefcovo di Rochelter per prendere, è portargli il pàltorale,ma egli nonio potè fvellere. Lanfranco vi venne col Re , ed i Vefcovi; yi fecero orazione, proccurarono di trarlo dà terra , ma non poterono venirne a capo .• fi fece venire Volitano , che lo tirò fenza fatica . Lanfranco allora proltrandofi a fuoi piedi gl.i dimandò perdono, e concepì p,er lui una ftimae venerazione particolare; e S. Anfelmo, che fuccedette a Lanfranco nella fede di Cantorberì, non ebbe rolfore di confifi-tare Volitano, il quale ignorava le favole de’Poeti, ma fapeva beniffimo i doveri di Vefcovo, ed era molto iftruito della difciplina Ecclefiaftica. Egli morì nel 1075. dopo 35. annidi Vefcovato. Nell’ultima £ua malattia fi confessò a Roberto d’Erford, e volle ricevere la difciplina per penitenza . Otto giorni prima di morire ricevè l’eltrema unzione, einognuno di quegli otto giorni il Tanto Viatico . Tal era Volitano. Aveva Lanfranco qualche fcrupolo fopra la fantità, e fopra il culto di S. El- xxx-fego. ch’èra flato Arcivefcovo dì Cantorberì, e che onorava!! come martire, Lanfranco benché non avelie fparfo il fuo fangue per la fede ; ma perchè non aveva voluto .q ” dar nelle mani de’Pagani la fua Città, e la fua Chiefa , e che aveva ricufato di s^Eifcgo? redimere per danaro-la fua vita, non avendo di che ricattarla del fuo, nè volendo fpogliarei fuoi popoli per fare il fuo rifcatto. Lanfranco fpiegò il fuo fcru-polo ad Anfelmo fucceffore di Erluino nel governo della Badia del Bec, il qLiat era venuto nel 1077. *n Inghilterra per gli affari della fua Badia. Anfelmo gli F 4 prò-