LIBRO CXLIIL 2S9 dèi Signor di Raveftein partì da Provenza, e fi avanzò verfo Napoli. Quando I’armata Francefe arrivò nelle vicinanze di Roma, gli arnbafciadori di Francia e di Spagna dimandarono al Papa a nome dei loro padroni l’inveftitura del regno di Napoli fecondo il trattato fatto tra loro, e la lor dimanda fu fui fatto accordata. L’armata Francefe effendò entrata nel regno di Napoli andò ad alfediar Ca-LXJxvm pua . Fabricio Colonna, il quale la difendeva, fu coftretto dai cittadini a capitola- cnLrarnoCi!ì re • ma mentre eh’ egli parlava col Conte di Cajazza per regolare gli articoli della Napoli. capitolazione, i faldati Francefì veggendo fguerniti i ripari diedero all’improv-vifo l’affalto, entrarono nella città, e vi commifero i piu orribili difordini. i. s-Quella prefa fu feguita dalla refa di Gaeta . Il Re Federico non avendo truppe fuf-ficienti per difendere la città di Napoli, li ritirò nel calte! nuovo . La città lì refe al vincitore, e pagò <5o. mille ducati per evitare il facco . Federico non avendo alcuna fperanza di foccorfo capitolò con Obignì a quelle condizioni; che in tre giorni cederebbe ai Francelì tutte le piazze,. le quali gli erano ancora ubbidienti ; che nell’ abbandonare i caftelli nuovo, e dell’ uovo, potrebbe portar via tutto ciò chevolelfe, eccettuata l’artiglieria lafciatavi dal Re Cario Vili, che Federico potrebbe ritirarfi nell’ ifola d’Ifchia, e che potrebbe tener quell’ ifola fei meli, a capo dé’/quali gli farebbe permeilo di andar ove volelfe fuori del regno di Napoli » Qualche tempo dopo Federico ottenne un falvocondotto per andar a trovare il Re di Francia. Egli partì d’Ifchia con 5. galee, e Lodovico l’accolfe con onore. Federico cedè a Lodovico tutt’ i fuoi diritti fopra il regno di Napoli, e Lodovico gli diede il Ducato di Angiò con 30. mille ducati di rendita, la qual egli godè fino alla fua morte . Gonfalvo Generale degli Spagnuoli fece la conquilla delle piazze cedute ai Re fuo padrone, e il Papa s’impadronì di tutte le città e terre dei Savelli e Colonna fituate ne’contorni di Roma . Egli ne diede una parte alla cafa degli Orfini, e maritò fua figliuola Lucrezia adAlfonfo primogenito di Ercole d’ Elle, e il Duca Valentino ebbe Piombino . Non era totalmente foddisfatto il Re Lodovico della conquilla del Milanefe, e lxxxix» bramava averne l’inveftitura ,daìl’Imperadore, da cui quel Ducato dipende come feudo dell’ Imperio. Onde face proporre a Maffimiliano la confermazione del ma- no* e Lodo trimonio già ftabilito tra Carlo Duca di Lucemburgo e Claudia di Francia, e di • più il matrimonio di una delle figliuole di Filippo Arciduca di Auftria figliuolo di ‘“'/fa»'* Maffimiliano col Dolfino, il quale potrebbe nafeere a Lodovico . Quelle fperan-ze sì lontane non lafciarono di determinar Maffimiliano a trattare con Lodovico, l' s‘ ed a promettergli l’inveftitura del Milanefe. Lodovico dal fuo canto s’impegnava foccorrer Maffimiliano contra i Turchi, e foftenere i diritti di quello Principe fopra i regni di Ungheria e di Boemia dopo la morte di Ladislao, e fpalleggiar-lo in tutto, quando andaffe a Roma a ricevere la corona imperiale . Di più fi convenne di convocare un Concilio generale per la riforma della Chiefa nel fuo capo, e nelle fue membra, di dare a Maffimiliano per l’inveftitura dei Ducato di Milano 80. mille feudi d’oro , e per la Valtellina, di cui Lodovico erafi impadronito, fe fi voleva lafciargliela, altri feffanta mille /Quello trattato fu fottoferitto a Tren-to il dì 13. Ottobre 1501. e ratificato con qualche giunta a Biois il dì 13. Dicembre del medefimo anno. Maffimiliano però non mantenne la fua parola intorno all’inveftitura dei Mi- Lodovico lanefe . Lodovico avendo mandato a Magonza deputati per far in fuo nome xii. ir. La- Calmet Ift. Tomo XII. T Fomag-