91 LIBRO CXXXIX* Storia civile dal? anno 1453. fin0 I4^3* DOpola prefa di Coftantinopoli accaduta il dì 29. Maggio 1453. Giacomo I. Loredano Generale-dei Veneziani, il quale veniva a foccorfo di quella piaz- cf za con 30. galee, non potè far altro, che raccorre alcuni vafcelli, i quali fuggiva- prefa dfco-no dal facco di quella città, e d'i far rompere nelle colie di Negroponte alcune galee Cantino-Turche , ch’egli incontrò . La Repubblica di Venezia fpedì a Coftantinopoli Bar- ^°n ! ’,4n, tolommeo Marcello per rifeattare i Nobili Veneziani, ch’erano in potere di Mao- chaicond 1. metto II. e gli riufcì far la pace con quel Principe, e convenne del rifcatto dei fuoi £ compatriotti. Il Papa Niccolò V. udita la perdita di Coftantinopoli fece tutt’ i fuoi sforzi per inanimire i Principi Criftiani ad armarli per ricuperarla. Fece predicar la crociata, e promife di alleftire a fue fpefe 5. gàlee per quell’ imprefa. Ma furono inutili i fuoi sforzi. La morte lo prevenne, e il fuo fuccelfore Callifto III. non Fu più felice, benché aveffe armato 16. galee, .le quali palparono in Levante, e prefero alcuni vafcelli Turchi4 Maometto cinque giorni dopò la prefa di Coftantinopoli entrò in Calata, ove ir. trovò molte cale abbandonate , gli abitanti elfendofi fopra vafcelli ritirati a Geno- Maometto va . Egli le fece aprire, e fece inventario di ciò , che vi fi trovò , a condizione, chefe i proprietarj ritornavano in tre meli, tutto loro farebbe reftituifo ; feno, di Servia. che farebbe confìfcato. Fece pòi demolire le mura di quella piazza. Partì poi il^n'*4y4, di 8. di Giugno per portarli ad Andnnopoli, ov entro come m trionfo, ove ricevè i 'complimenti di molti Principi Criftiani, ai quali impòfe tributo. ÀI principio della campagnafeguente dell’ anno 1454. mandò a dichiarar Ta'guerra al Defpota di Servia, e poi marciò contra quél paefe, e nel viaggio fu battuto dagli Ungheri, i quali gli tolfero un gran bottino. Éffendo entrato in Servia alla teftadi 28. mille uomini, non vi trovò nè il Defpota, nè i Signori del paefe, i quali eranfi ritirati in Ungheria con le loro famiglie . Egli fi contentò di faecheg-giare il paefe, e di prendere quantità di fchiavi, co’ quali fi ritirò ad Andrino-poli, da dove mandò quattro mille fchiavi sì uomini, che donne, per ahi tare ne’ fobborghi di Coftantinopoli^ Maometto pretendeva, che Belgrado gli appartenefle, come dipendente dalla In< Servia, onde ne formò l’affedio con un’armata prodigiofa. Uniaderaunò 2<§ói Maometto piccoli vafcelli, li caricò dì ogni fotta di provvigione da bocca e da guerra, es’ a^la imbarcò egli fteflo fopra quella fiotta, rifoluto di foccotrer Belgrado a qual fi vo-glia prèzzo. Egli invertì la flotta dei Turchi , e dopo un oftìnato combàttinlen- cih^C!>nii-io-, pofe i Turchi in rotta, loro prefe 24.faiche, ed entrò nella piazza . Mao- l' metto continuò a batterla col cannone, e quando fti infilato la breccia, fece dar l’affalto in due luoghi per dividere le forze degli affedìatì . II macello dei Turchi fu fpaventeVole, e finalmente fi ritirarono rifoluti di ricominciare l’aflàlto la mattina feguente . Erti lodiedero con la fciabla alla mano, ma ne perirono più di 3o. mille , e il Sultano medefimo reftò ferito benché leggiermente alla cofcia. I Gianizzeri, e lafcelta delle truppe fpaventate dal pericolo fi ritirarono e abbandonarono 5. pezzi di cannone, e la maggior parte dei loro bagagli. Finalmente Mao- -