LIBRO CXLIV. 3 2i ttttovaal fuo ritorno , e non veggendo alcun mezzo di rientrare in Granata, fi ritirò nella fortezza di Monducac, e impegnò Zagal foo fratello a far la guerra a Boabdil. Ferdinando e Ifabella informati della difcordia dei Mori 4 e che Boab-dii aveva attediato Lucena, ordinarono al Conte di Cabra, il quale comandava un corpo di fcelte truppe nell’ Andalufia, che marciale al foccorfo di quella piazza . Boabdil avendo intefo la fua marcia, levò precipitofamente l’attedio, e prefe la rtrada di Lotta. Il Conte di Cabra lo infeguì, gli diede battaglia, lo vinte, lo fece prigione, e lo mandò a Cordova. Quali nel medelìmo tempo Ferdinando entrò nella pianura di Granata, e vi potè tutto a fuoco , edafangue. Affediòpoi Tagiara, e avendola prefa di affalto la fece rafare . Effendo ritornato a Cordova vennero gli ambafciadori del Re prigioniero ad offerirgli 1’ omaggio perpetuo della corona di Granata, 12. mille ducati di tributo, e la fomma di danaro, ch’egli dimandatile per lo.rifcatto del Re . Quelle propofizfoni furono accettate, e il giovane Re fu metto in libertà a condizione, eh’ egli darebbe in ortaggio tuo figliuolo primogenito con 12. figliuoli dei principali Signori del paefe , e che metterebbe in libertà 400/fchiavi Criftiani nello fpazio di 5. anni. Il giovane Principe prefe fubito il cammino di Granata, ove trovò gli animi' a lui avvertì a cagione del trattato conchiufo con Ferdinando, e molti abbandonarono il fuo partito,. Quindici Governatori di piazze pretendendo,che il giovane Re non aveffe potu- ^.Lvir‘’ to fenza di fóro conchiudere la pace col Re Ferdinando, ammattirono truppe, ed ziOne deli effendo entrati nell’Andalufia vi diedero il guaito . Lodovico Portocarrero fi av- sueria di ventò fopra di fóro, e li disfece, onde furono coftretti ad ufeire d’ Andalufia do- aÌ’VX’. po aver perduti quali tutti i fóro foldati, le fóro infegne, e i loro bagagli. ligio- , t vane Re Boabdil non credendo la fua vita ficura in Granata, fi ritiròad Almeria . Suo zio Mulei informato della fua ufeita fi prefentò fiotto là piazza,e viffu ricevuto con allegrezza. Egli principiò dal far morire il vecchio Re padre di Boabdil. Quell’ azione lo refe odiofo ai Granatini, e il giovane Re ripigliando coraggio principiò a fargli la guerra, come al fuo maggior nemico . Ferdinando fece dire a Boabdil , eh’ egli non avrebbe mai penfato a rinnovare la guerra , fe i Governatori delle piazze di frontiera foffero frati in ripofo ; e che però s’ egli ripigliava l’arme, ciò non era contra di lui, nè dei fuoi partigiani. Boabdil afficurò Ferdinando , eh’ egli non fi opporrebbe ai di lui difegni, e che anzi-lifeconderebbe . In tal guifa af-ficurato Ferdinando entrò nel regno, di Granata, prefe di: affalto Alora, e Setenil fegli arrefe . Dopo ciò il Re Cattolico diede quartieri d’inverno alle fue truppe , e fé n’andò a Siviglia. Ferdinando rientrò nel mefe di Gennajo 148 5. nel regno di Granata, e occupò molti cartelli, i quali impedivano la prefa di A ronda, la quale fegli refe il dì 23. Maggio 1485. e 1’ efempio di quella città fu feguito dalle altre città vicine . Intanto crefceva la difcordia tra Mulei e Boabdil, a cui Ferdinando diede delle truppe per far la guerra a fuo zio . Quelli trattava fegretamente con alcuni Alfachì di Almeria, i quali s’introduffero di notte in Granata ; ma fuo nipote ebbe 1’ agio di ritirarli, e avendo abbandonata anche Almeria fi rifugiò quali folo preffo il Re Ferdinando . Il zio entrò in Almeria, e facrificò alla fua vendetta il più giovane dei.fratelli di Boabdil, e fece morire tutt’ i partigiani di fuo nipote, i quali gli caddero nelle mani. Irritato il giovane Re perii, crudele procedere di fuo zio non ceffava di eccitare il Re Ferdinando a trarne vendetta. Erti entrarono in campagna nel i486, e Ferdinando s’impadronì quali fenza fatica di Calmet Ift. Tomo XII. X Cam-