LIBRO CXLI. ioi I Cardinali al numero di 2 5. eftendo entrati in conclave il dì 26. di Agofto, Lxxxvir. tre giorni dopo elelfero il Cardinal di Melfi figliuolo di Aronne Cibo Cavaliere, 1 nnocenzo Senator Romano. Egli era fiato domeftico del Cardinal di Bologna fratello di ^1ILelett0 Niccolò V. Paolo II. gli conferì il Vefcovato di Savona, e Sifto IV. quello di An^i’4^4. Melfi, e lo creò Cardinale il dì 7. Maggio 1473. Qpefto medefimo Papa lo la- Onuphr. fciò legato in Roma, quando egli n’ufcì a cagione della pefie, e gli confidò poi la legazione di Siena. Dicefì, che per guadagnar le voci di certi Cardinali, fi abbia a lor promeffo caftelli, o fonarne confiderabili. La fuavita. precedente era fiata poco regolata, perchè era fiato maritato, e aveva avuto fette figliuoli da differenti femmine . Egli prefe il nome d’Innocenzo Vili, in memoria d’Innocenzo IV. fuo compatriota, e facendoallufione al fuo nome , prefe per divifa il verfetto dei Salmo xxv. Ego autem in innocentia mea ingrefjus fum . Nel principio, del fuo pontificato inviò fuoi Legati a tutt’ i Principi per impegnarli a far la guerra ai Turchi, e proccurò la pace tra i Colonna,, e gli Orfini, i quali facevanfi un af-pra guerra. Verfo il fine del pontificato di Sifto IV. il Sultano Bajazet fece prelente a Pie-lxxxvut. tro di Aubufton gran Maeftro di Rodi del braccio di S. Giovanni Battifta, il qual era fiato troyato a Coftantinopoliquando fu prefa da Maometto II. il quale l’a-veva fatto mettere nel fuoteforo . D’ Aubuffon fece fare delle informazioni giuri- An. 1484. diche intorno alla verità di quello braccio del Precurfore , e intèfe effere antica 2'9" tradizione dei Greci, che S. Giovanni Battifta effendo fiato feppellito a Sebafie, S.Luca vi era venuto in tempo di notte per portar via il fuo corpo; manon a-vendo potuto riufcirvi fi contentò prendere la mano dritta del Santo , con cui aveva egli battezzato Gefucrifto, e l’aveva depofta in Antiochia, ove reflò fino al regno di Giuliano Apoftata,. fotto il quale i Criftiani la nafcofero, e dopo la di lui morte la reftitu irono al fuo luogo. Sotto l’Imperador Giuftiniano la medefima reliquia fu porrata a Coftantinopoli alla dedicazione della Chiefa di S. Soffia, e poi riportata ad Antiochia. L’Imperadore Conftantino Porfirogenito,. il qua4! viveva nel decimo fecolo, l’ottenne da un Diacono di Antiochia, eia pofe nella chiefa di S. Giovanni, ove reftò-fino allaprefa di Coftantinopoli. Il gran Maeftro a quelle tradizioni avvalorate da tante circoftanze non dubitò' della verità- della reliquia , la fece riccamente incaftare, e deporre nella chiefa di S. Giovanni di Rodi. Beatrice di Silva-di una famiglia nòbile- di Portogallo- accompagnò' in Caftiglia LXXXIXii, la Principefta Elifabetta di Portogallo, la quale andava a fpofare Giovanni IL Re 0, cj,, e di Caftiglia . La Regina avendo conceputo della gelofia contra Beatrice la fece rin- del;.e chiudere in una camera, ovedimorò tre giorni® tre notti fenza mangiare, nè be- concXo* re. Allora ella fece voto di confacrarfia Dio, ed effendo Hata polla in libertà fe ne A1-1.M&+-ne fuggì, a Toledo,, ed entrò nel moniftero delle Religiofer di S. Domenico, ove dimorò-40., anni menando una vita aufteriftìma. Avendo poi concepito-il dileguo r ?. di fondare una congregazione in -onore dell’immacolata Concezione, la-Regina Ifabella moglie di Ferdinando le diede il palagiodi Galliana, di cui prefe- polfelfo-nel 1484. accompagnata da dodici figliuole, le quali ufcirono con lei dal convento di S. Domenico, e determinarono-di abbracciare il di lui inftituto. Ella lor diedeuna velie y e unofcapulare bianco con un mantelio turchino, e fopra lo fca-pulare portavano un’ immagine di argento-delia Santa-Vergine . La Reina Ifabel-Mj, la quale proteggeva quello nuovo inftituto ottenne dal Papalnnocenzo Vili. nel