i92 STORIA UNIVERSALE di Colonia, e a terminar le differenze fopraggiunte a quell’occafione tral’Impe-radore, e il Duca di Borgogna . Il Legato fù lodato del fuo zelo, e delle fue fatiche , ed ebbe in ricompensa il V efcovato di Paleftina. intuì» A Coftantinopoli dopo l’efpulfione di Simone di Trebifonda nel 1473. fu elet-c?-cVdVcP t0 ^riarca Rafae^0 & Servia, uomo totalmenre ignorante, il quale ne men fa-jsòzund. rx.'peva la lingua Greca, e non parlava che Serviano . Eglieraben veduto dai Bafsà -rttr e Grandi della corte del Sultano , e avendo promeffo di pagar ogni anno due mille i «rc.&r. .2. jucaj.| j’oro a| teforo del Sultano, fu porto in luogo di Simone di Trebifonda. Era talmente dedito al vino, che non paffava un giorno fenza berne fino a perdere la ragione. Non affifteva ad alcun’ ora canonica, e il giorno medefìmo del Venerdì fanto fi trovò sì pien di vino, che fi addormentò fui fuo trono, e lafeiò cadere il paftorale, ch’egli teneva in mano come Patriarca. Finalmente fi refe odiofo, e difprezzabile a tutti ; e quando a capo dell’ anno bifognò pagare i due mille ducati d’ oro da lui promeffi, non potè trovar perfona, che gli deffe foc-corfo . Onde fu da i Turchi porto in prigione, e non ne lo lafciarono ufcire, che per andare di porta in porta incatenato, e accompagnato da un foldato Tureo, e ancora in vece di pagar il fuo tributo, beveva e mangiava tutto ciò, che gli era dato. Morì di miferia qualche tempo dopo verfo l’anno 1474. Egli ebbe per fucceffore Manuello grand’ecclefiaftico di S, Soffia, il quale mutò il fuo nome, e fi chia- mò Maflìmo. t lxiv. Nel medefimo tempo il Cardinal Beffarione Patriarca Latino di Coftantino-La^ni dicp.-P0^ e^enc^0 morto nel 1472. il Papa Siilo IV. diede quel titolo di Patriarca a fuo An 1474- nipote Pietro Riario Francefcano, da lui creato Cardinale, e il qual è noto nel-5f> la ftoria di quel tempo per le fae profufioni, e fpefe ecceffive. Dicefi, che ne’due anni del fuo Cardinalato fpefe duecento mille feudi d’oro, oltre feffanta mille, de’ quali era debitore, quando morì in età di 2 8. anni. Lxv< In una congiura formata a Fiorenza dalla famiglia dei Pazzi contra i Medici > I Fiorentini i primi uccifero Giuliano Medici nella Cattedrale di Fiorenza, mentre il coro cantava . Lorenzo fratello di Giuliano reftò leggiermente ferito, e fuggì rapa. * nella fagreftia. I Pazzi fi ritirarono. I magiftrati di Fiorenza, i quali fi erano An 1478- rinchiufi nel palagio, prefero 4. o 5. congiurati, li quali vi erano faliti, e life-HA cero impiccare fui fatto alle fineftre del palagio, e quafi tutti gii altri furono fi- zi milmente arredati e puniti. Salviati Arcivefcovodi Pifa, il qual era del nume- ”fJ ' 6' ro di quelli, eh’ erano entrati nel palagio, fu impiccato cogli altri ; il che diede occafione al Papa di fcomunicare i Fiorentini. Giacomo Pazzi capo dei congiurati fu prefo nella fua fuga con un ufiziale mandatogli dal Papa con alcune truppe ; Giacomo fu impiccato, e all’ ufiziale fi tagliò la refta . Siilo IV. effendone informato intimò la guerra ai Fiorentini, interdille la loro città, e fcomunicò Lorenzo Medici come cagione di que’ difordini. I Fiorentini all’ incontro ne rigettavano la cagione fopra il Papa, perchè fapevafi, ch’egli fofteneva i Pazzi. I Fiorentini dunque implorarono il foccorfo del Re di Francia, dei Veneziani, e del Duca di Milano, adunarono i V ertovi di Tofcana per indurli ad appellare al Concilio generale, e obbligarono i Preti a celebrar la Meffa e il fervigio divino non oftante l’interdetto. Il Re di Francia, i Veneziani, i Milanefi, laDu-cheffa di Savoja, e i Principi di Mantova e di Ferrara diedero foccorfo ai Fiorentini ; ma il Re Lodovico XI. dopo aver fomminiftrate alcune truppe, fi appi-