LIBRO CXXXIX. n3 Duca di Borgogna fece dar l’affatto, e il faldato entrò in città fenza refiftenza. Il Duca abbandonò le cafe al facco, e poi vi fece mettere il fuoco. Tutto fu ridotto in cenere, fuorché le chiefe, e le cafe dei Canonici, e Preti. Il Re era partito qualche giorno prima dopo aver confermato il trattato di Perona, il qual fece pubblicare effendo di ritorno a Parigi. Quando fi trattò di efeguire la parte del trattato, la quale accordava al Principe Lxnr^ Carìo fratello del Re la Sciampagna e la Brie per fuo affegnamento, il Re, il ^cn°encd1”*" qual aveva intereffe di feparar fuo fratello dal Duca di Borgogna, e d’allontanar- Principe lo dai di lui flati per rompere ogni commercio tra loro due, fece proporre a fuo ^ear£°d°I fratello il Ducato di Guienna col governo della Rocella in vece della Sciampagna, vic0° e della Brie . Il Duca di Borgogna, e i partigiani del Principe Carlo incettante- An. i ^9. mente l’efortavano a rigettare la nuova proporzione ; ma finalmente il Principe Csw,7,ex Carlo fi determinò a ricevere la Guienna in vece della Sciampagna, e rientrò in grazia dei Re fuo fratello. Intanto i Catalani effendofi ribellati contra Giovanni IL Re di Navarra e di lxiv. Aragona offerirono a Renato Re di Sicilia e Duca di Lorenadidarfialui, pur-chè voleffe con un’armatafoftenerli. Renato n’incaricò Giovanni Duca di Ca-Calabria labria fuo figliuolo, il qual aveva tutte le qualità per riufcirvi. Egli aveva di più ln Cacalo-legittime pretenfioni al regno di Aragona per via di Jolanda di Aragona fua avo- An. 1470. la. Il Re Lodovico gli accordò otto mille arcieri, un buon numero di gente d’ armi, e Una bella artiglieria ; ma quelle truppe non marciarono, avendo il Re mu- ' I3‘ tata difpofizione . Il Duca di Calabria levò truppe a fue fpefe, pafsò i Pirenei, fi unì ai Catalani, entrò in Barcellona, battè gli Aragonefi , attediò due volte Girona, e la prefe al fecondo attedio. Egli guadagnò una feconda battaglia, e , fattomife quali tutta la Catalogna . Finalmente al fine di quell’ anno 1470. mori a Barcellona in età di 45. anni. Il Re Lodovico XI. avendo finalmente rifolto di dichiarar la guerra al Duca lxv. di Borgogna, adunò gli fiati a Tours, evi fu determinato, che il Duca di Bor- Guerra del gogna come vaffallo della corona farebbe citato a comparire al Parlamento di Pa- ^0Lxi°’ rigi per render conto di ciò, che veniva accufato. Egli mandò in prigione fui contra Car-fatto quello, che aveva avuto l’ardire di lignificargli la citazione, e lo licenziò An^1^0’ alcuni giorni dopo fenza rifpofta. Il Re non fi affrettò a dichiarargli la guerra, Cominai.i, ma pafsò tre o quattro meli in negoziati, nel mentre che maneggiava intelligenze in Amiens, Abbeville, e S. Quintino . Era il Duca di Borgogna a Hedino, quando intefe , che il Contefìabile era entrato in S. Quintino . Amiens 5 Roye, e Mondidier fi diedero parimente al Re . Era allora la ftagione più rigida del verno, e il Duca di Borgogna non potendo rifarcir le fue perdite, non lafciò di far avanzare la fua armata verfo la Somma, la pafsò a Pequignì, e andò ad Amiens, ove dimorò fei fettimane . Ma avendo intefo i faccheggiamenti, che le truppe facevano in Borgogna, mandò a chieder la pace al Re, e il Re gliel’ accordò a condizione , che cederebbe d’eccitar turbolenze ne’ fuoi fiati. Si parlava tutt’ ora del matrimonio del Duca di Guienna con Maria figliuola del Lxvr. . Duca di Borgogna, e il Re Lodovico XI. faceva tutt’i fuoi sforzi per diffamar- J;1 ne fuo fratello . Nel medefimo tempo il Re Lodovico conchiufe una pace col Du- Guienna. cadi Borgogna, perlaquale il Duca abbandonava interamente al Re il Duca di .^•’J47/2; Guienna, e il Duca di Bretagna’, e face va giuramento di non impacciarli più nei £>«„,■, ihijì. CalmeTlJì. Tomo XII. H loro