LIBRO CXL. idi nefa, Sparando Sorprendere l’Arcivefcovo di Upfala ; ma fu egli medefimo forprefo da quello'Prelato, il qual elfendo entrato nella citta avanti giorno, fi avventò fu le truppe del Re, le quali erano ancora addormentate . Risvegliatoli Carlo al rpmóre, fece prender l’arme alle fue genti; ma avendo ricevuto un colpo Sopra ìa’teftà, fi ritirò e fuggì a Stokolm. L’Arcivefcovo di Upfala venne follo ad af-fediarlo in quella città . Carlo non fidandofidei cittadini fece nafcondere i tefori del regno ai Domenicani, e prendendo le fue ricchezze particolari s’imbarcò Segretamente *, e andò a Danzica al principio di Marzo ' 145 8. ove rellò inefilio fétte anni in cièca. Dopo la fua partenza Stokolm fi refe all’ Arcivefcovo di Upfala, e tutt’i Signori Svézzefi, li quali erano ritirati in Danimarca, elfen-do ritornati in Ifvezia , determinarono concordemente con 1’Arcivefcovo e gli altri Prelati e Signori del paefe di riconofcere il Re Criftiano di Danimarca per loro’Sovrano. Quello Principe non tardò a venire in Ifvezia, e vi arrivò al principio’di Maggio 1458. e fu riconofciuto Re di Svezia a condizione, ch’egli confermaffe ’le libertà, privilegi, e coftituzioni del regno . Da Stokolm egli andò a Morallen, ove fu proclamato Re fecondo il collume, e di là venne ad Uplà-la, óVe 1’Arcivefcovo lo: coronò Solènnemente il dì 24. Giugno. Andò poi a prendere pblfelfo del regno di Norvegia, ove fu a Dronthem confacrato dall’ Arcivefcovo il dì 29. Luglio 1458.: : Il Re di Danimarca diede prelio gran motivi di difgullo agli Svezzefi per firn- lxxiv» poliziotti, con cui li aggravò, perla velfazione, che i fuoi ufiziali efercitava- Ribellione no contra i popoli, perla dillribuzione delle cariche e dignità, ch’egli dava An’^j,13' ai'Danèfi ad éfclufióne dei naturali del paefe . Dal difgullo fi venne ai lamenti, e Mturf. " . il"Réelfendone' informato venne in fretta a Stokolm Sperando di eftinguere la ^9b‘ follevaz'ione nel fuo principio. Elfendo arrivato nella città molti principali della nazióne vennero a trovarlo, e impiegarono tutta la loro indullrià.a rendergli fofpétto 1’ Arcivefcovo di Upfàla,’ al quale egli aveva laprincipal obbligazione del fuo innalzamento fui trono di Svezia. Criftiano obbligò l’Arcivefcovo a dargli cauzione di non ufcir di Stokolm Senza fua perrniftione . A quella nuova una truppa di contadini fi ammafsò verfo il Sobborgo di Stokolm, e s’impadronì dell’ ifolà-di S. Spirito . Ma il Re Criftiano li pòfe in rotta, ne prefe alcuni, li fece Squartare , ed efporre per infpirar terrore ai malcontenti . Katill Vefeovo di Lfnkoping nipote dell’Arcivefcovo di Upfala fcriffe al Re Criftfeno, dimandando , che fuo zio folfe pollo in libertà, e che il regno di Svezia folle governato in altra maniera ; fe no, eh’ egli ne proverebbe molefte conseguenze. Il Re non fece conto di quelle minaccio, e mandò l’Arcivefcovo di Upfala in Danimarca . Il V efeovo Katill adunò prontamente truppe, e formò un’ armata, con la quale fi accollò a Stokolm, e battè quelli, che Criftiano gli oppofe ; coficchè non credendoli il Re ficùro in Stokolm, ripafsò prontamente in Danimarca. Egliritornò inIfvezia l’anno 1464. e vi fu di nuovo Sconfitto dalle genti del Lxxv. Vefeovo Katill ; il quale gli offerì più volte di riceverlo come Sovrano nella Sve- Cario rizia, fe voleva reftituire la libertà all’Arcivéscovo di Upfala. Criftiano difpre-giò quelle offèrte, e Katill, e i fuoi partigiani richiamarono in Ifvezia il Re spezia ,* e Carlo, e lo riconobbero di nuovo Re a Stokolm . Criftiano riconobbe finalmen- II' te l’errore, che; aveva fatto arreftando l’Arcivefcovo di Upfàla, e Io rimandò An.2^^. con onore alla fua chiefà ■., Gli,diede grolfe Somme per far leve di truppe, ed ebbe Cdlmet Ijì. T&mo XII, L pa-