Parig’ . An, 146?.. HiJÌ. Un, Tarii. t. s i36, STORIA UNIVERSALE na, e difcendeva dagl’ Imperatori di Coftantinopoli, con l’offerta di darle per fua. dote 200.. mille feudi, e più. ancora, fe.v’e.rabifogno. Gli ambafeiadori di Fer-dinando.foggiu.nfero, che il loro padrone non aveva voluto conchiudere., intorno a ciò cos’ alcuna fenza aver c.onfultato il fanto Padre . Il Cardinal Beffartene Decano del facro, collegio fu. di parere di non introdurre, alcuna novità, e fe fi voleva: inviare un Cardinale, o un Vefcovo per affiftere a quelle nozze, di prendere le fue cautele per impedire, che la. cofa. non • paffaffe nè inlegge, nè in coftume che a riguardo.delle propofizioni del Tureo, non.fi doveva.fidarvifi ; eh’ egli non cercava che i fuoi vantaggi a fpefe della religione, crifti.ana „ xLVin. II. dì .22. Marzo Ì4Ó5..1a,Facoltà di Teologìa di Parigicenfurò tre propofizioni Bropolìzioni(òftenute. da uno.Scolaro ,. il quale aveva.rifpofto a tefifopra la Fifica. La prima :. con annate; uomo £ un’infinità di uomini, e una infinità di.uomini non hanno che un’ anima mede finta.. 2. Niun uomo non farà mai. corrotto, benché, qualche volta l’uomo debba effere corrotto., 3. Ogni parte dell’ uomo è. uomo., Tuttéquefte propofizioni furono condannate; fotto. differenti, qualificazioni, e la. Facoltà dopo averle cenfurate rimandò, le 'altre, le quali non.concernevano la fede ,.:al giudizio. dell’ Univerfità per effere .ùmilmente qualificate, fecondo iiloro merito . xlix., Georgio.Poggiebraccio Re di Boemia benché, il giorno di fua coronazione avef- Scoaannica. fe dichiarato,, che fi. fottome.tteva all’autorità fpirituale del Papa. in. ciò, che ^ebrLcdo6' cóntèrneva la fede, e che anche aveflé.abiurato efteriormente l’erefia degli biffiti, Ke d; Bos non. lafciava di fpalleggiare quelli eretici, è di. praticare, e foftenere la comunio-■papÙn'com ne fótt0 le due.fpecie ,. Nel principio del fuo. regno r.ovinòff città.di Tabor, e 16. fterminò i Taboriti, ma foftenne.Roquefano, il quale godeva 1’ Ar.civefcovato. Q v.'. h,jì. Praga ? ed era il più fermo appoggio della.fetta dei BoemiNel 1459, gli Sle— fiatai avendo, formati contra di lui gran lamenti, e.avendo refa molto., fofpetta la fua religione preffò il.Papa, Poggiebraccio promife a Pio II,.di confervare i diritti e privilegi del Clero, e la libertà delle chiefe, di far rifpettare-le. cenfure.eccle-fiaftiche in tutt’ i. fuoi fiati, e di impedire, l’introduzione, dell’ erefia in Bresla-via, o altrove. Ricominciarono i lamenti nel 1462,0 il Re di Boemia, inviò a Roma un’ ambafeiata promettendo un’intera ubbidienza alla Santa. Sede, e dimandando. per lui.e per. li fuoi la comunione.de.lla .Santa;Sede, e di tutte le chiefe cattoliche a condizione , che iLPapaaccorderebbe gli articoli prefentati dai Boemi al Concilio.di BafileaMa.Pio II,.non volle.afcoltare le fue. propofizioni, e diffé, che.il fuo regno.era infetto.di errori, ch’egli medefimo era.ribelle alla. Chiefa, e.infedelehiella dottrina, e ehm fe non ritornava finceramente. all’unione della Chiefa, correva- rifehiò. di perdere.il regno... Poggiebraccio a quella, rif-pofta diede in. trafporti di collera, e fece imprigionare Fauftino du:Val. Nunzio, del Papa, e.Procopio di Rabaftein uno dei due.ambafciadorr, eh’ egli aveva mandato a Roma ..L’Imperadore Federico.III. s’impiegò per.ric.onciliare.Poggièbrac-eio al: fovrano Pontefice, e Poggiebraccio mandò a.Roma nuovi.ambafciadori ; ma,. Pio IL.veggendo,, che quel Principe non cercava.che d’ingannarlo, e.guada-gtiar: tempo,. lo citò a.comparire a-Roma in termine, di.180.. giorni. Maeffendo, Pio II. morto in quello intervallo, Paolo II. fece intendere ali’ Imperador Federico, , eh’ egli bramava, che. Poggiebraccio voleffe riconciliarfi alla Chiefa, e eh’ egli eradifpofto a.riceverlo Ma il Re di Boemia, in vece, di approfittarli della buona volontà del Papa, fi pofe.a perfeguitare un Principe Boemo nomato Sten-cpne.