Di Lodovico Antonio Muratori. 47 ciò che noi gli condoniamo , e dove la noftra generofa munificenza non ci ritorni in danno , e difonore . Sarebbe follia 1’ efentar Sulpizio dalla confeflione della foperchieria ufatami, in cui malamente mi ferì, mi per-coffe , mi fece fuggire . Il volere falvar lui da cotefta infamia , farebbe un’ aggravarne me ftefiò , e un comperarmi il titolo di poco v-alorofo, e di codardo , perchè altri confervaffe il proprio Onore . Parimente avendo Caio aíTalito, e percolló un fuo nimico , perchè quelli gli ordiva un tradimento , o aveva {conciamente , e ingiuftamente parlato di lui , ragion vuole che coftui confeffi il fuo fallo ; altrimenti l’Onor di Caio ne refte-rebbe ferito, come perfona , che ingiuftamente aveffe offefo altrui. Ciò, che può far Caio, è il contentarli che o fi adduca un’ altra cagione men vergognofa per lo nimico , ma giuftificante l’operazione di Caio , o pure che con parole generali fi dica , eflere ftato Caio giuftamente provocato, e coftretto ad ufare quel rifentimento. 6. Intendo io adunque di lodare, e configliare quella magnanima facilità di accomodarli alla Pace col cedere certe pretenfioni , certi puntigli, e certe foddisfazioni, le quali ancorché cedute , punto non portano d’aggravio all’ Onor di chi cede, e mirabilmente aiutando quello dell’ avverfa-rio, lo conducono di leggieri alla concordia . Potendoli confentire fenza fcapito della noftra riputazione al nimico , che ci ha maltrattati con parole , o con fatti , ch’egli per foverchia collera , per dimenticanza di qualche promelTa, per negligenza, per non averci conofciuti, per imprudenza, per ubriachezza , perchè ingannato da falfe relazioni , o per limili altre cagioni degne di fcufa, meritevoli di perdono , abbia così operato con elfo noi.- perchè vogliamo noi feguire la Rettorica del picciolo cuore, che ci perfuade a volere, che coftui dichiari, e confelfi d’aver ciò fatto per pura malignità , fenza eflere in collera , conolcendoci evidentemente, e per altre cagioni forfè vere , ma obbrobriofe per lui , e nulla giovevoli a noi? Pretendendo noi oftinatamente cotal confeffione , poco ci vuole a conofcere, che 1’ amore della vendetta affetto viliffimo tien le redini dell’ anima noftra, e che noi bramiamo più la vergogna, che la Pace e l’amicizia dell’avverfario. La ferita da noi ricevuta in quella riffa, nella quale non lafciammo di por mano alla fpada, e di azuftàrci valoro-famente coll’afialitore , non carica punto 1’Onor noftra . Nè tampoco relia effo aggravato , da che abbiam provata ,, e fatto confefiàre all’ avverfario , che noi non li dovevamo quel danaro eh’ egli ci dimandava , e gliel’ abbiam fatto confeffare in quel Luogo, e davanti a quelle perfore , eh’erano, fiate prefenti alla fua ingiufta richiefta. Bensì rimane caricato l’Onore dell’avverfario , che ci ha fenza ragione affaliti , che ci ha indebitamente chiamati fuoi debitori . Ora è proprio d’ un’ anima nobile, e gentile, ed è azione onoratiflima , il concedere in tali cali qualche icampo all’ Onore ancor del nimico , permettendo eh’ egli tuttoché ci abbia con quell’azione o ingiuriati, e offefi , o tentato d’ingiuriarci, e di offenderci, confeffi d’averlo fatto per fola imprudenza, per inganno,