24 Pregi dell’ EloquenzaPopolare gono tutti i Maefiri, che a ben fondare la Dottrina o Teologica o Morale , quello folo Senfo , perchè iodo e vero , conviene adoperare . Gli altri Stnfi fi riducono ad argomenti di ftoppa . Per conto nondimeno delle Prediche , dove anche al Verifimile non è negato 1’accedo , vien creduto, che all’ Allegorico ed al Mifiico egualmente fi poffa dar luogo . In fatti an-tichiifimo è’.’l coftume di trovar Allegorie in tutti i fatti narrati dalle Scritture Canoniche , avendolo praticato Filone , gli Efféni , ed altri antichi Giudei. Vennero i Criftiani , e fi diedero ad imitarli ; e tanto più perchè T Apoftolo fcriife a Timoteo (#) Omnis .Scriptura divinitv.s utilis ad docendùm , ad arguendum $ ad rorripiendum , ad erudiendum in jujìitìa: cioè per infegnar quello , che fi dee credere, per correggere gli Errori, per emendare i Vizi, e per iftruire nei Doveri dell’Uomo giufto . Pertanto immaginarono , che qualfivoglia fatto raccontato ne’ facri Libri debbe contenete qualche Mifiero; e quindi avvenne, che ricorderò alle Allegorie , e parve loro di trovar dappertutto qualche infegnamento utile all’ Anima Cri-ftiana Ora tal venerazione ognun di noi dee profetare ai Santi Padri , che biafimar/non dobbiamo quella maniera d’ interpretar le Scritture fante . Origene fpezialmente- ne fu gran promotore , e se ne fervirono pofcia i Santi Ambrogio , Agoilino , Cirillo Alejandrino , Gregorio il Grande , ed altri , come fi può vedere nelle lor Prediche e Sermoni . Tuttavolta non fava temerità il dire , che quelli Senfi Allegorici ed Anagogici , ricavati dalla Scrittura , nè pur nelle Prediche han forza alcuna , per infegna-re le Verità , convincere , e muovere , a riferva di quelle Allegorie , che troviamo efpreffe nel facro Tello , e autenticate dallo Spirito Santo . Allorché il Predicatore mette in campo cosi ingegnofe (coperte , la gente dozzinale per lo più non intende quelle Sottigliezze; e tutte poi le perfo-ne intendenti ben fi accorgono , che ’1 palio della Scrittura non contiene quel Seniìg, ed elfo altro non edere, che un lavoro della Fantafia di chi parla. Non è lo Spirito di Dio , che allora ci prefenti una Verità, come avviene nel Senio Letterale ; ma è l’Ingegno del Dicitore, che arbitrariamente ha fabbricato quel Senfo Allegorico o Mifleriofo . Non elfendo quello un’ infegnamento certo, non può far impreffione alcuna negli Uditori. Noi troviamo per efempio , che Santo Agoilino mette alla corda 1’ Ingegno fuo , per far vedere , a guifa de’ Pittagorici , che nel Numero de’ trentotto Anni dell Infermò , trovato alla -Probatica pifcina lenza effere guarito , e ’n quello dei cento-cinquanta-tre pefci colti in un lolo tiro dalia rete degli Apofioli , fi trova un Miftero . Maraviglia è , se all’ udire cosi forzata Interpretazione il Popolo non ¡sbadiglia . Come provare, che abbia lo Spirito-Santo avuta intenzione di darci ivi quel documento ■ li perchè più ficuro ed utile partito fempre farà quello de’ facri Oratori , che non allegano se non paffi de fanti Libri nel Senfo Letterale . In elfi è Dio che paria , e non 1 Ingegno del Predicatóre. E mancano forfè paifi tali per qualfivoglia Argomento, che fi trovi? Quelli fon gli 'Arieti, e le Bali- ía) Epijì. H. ad Timotfàtmf, Cap, 111, verf. iS,