33 • ÌNTRORVZIONE ALLE PACI PRIVATE che retti dubbiofo , se fi fia operato per Malizia , e Malignita , o per imprudenza , ed Errore : in coiai dubbio regolarmente piu s’ha da pre-fumere 1’ Errore , che la Malizia . Una pertanto delle maggiori cure, ed uno de’ più lodevoli ftratagemmi , eh’ ufino , e debbiano ufare. i Mediatori delle Paci , fi è il fare in modo che per quanto è poflibile fi tiri l’origine delle azioni offenfive , ed inginriofe più dall Imprudenza, e dal-1’ Errore , che dalla Malizia , e ribalderia dell’ animo . Allora fon facili a rappattumariTle difeordie, e a comporfi le amarezze degli animi; perocché i foli fuperbi ricufano di confettar l’inganno , e la poca prudenza loro ; ma niuno v’ ha, che non abborrifea la confezione della malvagità . Confettata che fia l’Imprudenza, e l’Errore , di leggieri se ne fa rammenda ; ed apparendo folamente difetto di giudizio , e di accorgimento , o fi prefume non interrotto il corfo della buona volontà, ed amicizia, e quello fi ripiglia facilmente dopo qualche convenevole foddisfazione. 5. Fa dunque generalmente l’Errore , che non fi prefuma in noi volontà d’ offendere, e d’ ingiuriare altrui, tuttoché facciamo operazioni, e dichiamo parole, che per fe flette abbiano forza di far danno, ed affronto. Ma ficcome ci fono alcune Ignoranze, che fono affatto degne di feufa, di perdono, e d’affoluzione ; ed altre, che meno fon tali ; ed altre, che pochiffi-mo, o nulla: così diciamo darfi alcuni Errori, che fono affatto fcufabili; altri meno, ed altri o pochiffimo 0 nulla. I primi Errori fon quegli, che fi commettono credendo vera una cofa, che tutti gli Uomini prudenti regolarmente crederebbero tale, o che di fua natura è tale, ma per accidente in certo cafo è fatta ; o pure credendo fatta una cofa, che tale farebbe creduta da tutti gli Uomini faggi, o tale è per natura fua, ma per avventura in certo cafo è vera. Suppongafi eh’ io miri venire inverfome un’ Uomo, che abbia un’ archibufo inumano, e fenza dirmi altro fe lo metta atta fpalla, e il dirizzi contra di me: ed io credendo che voglia uccidermi, ferifea , ed uccida lui. Quantunque pofeia fi icopriffe, che co-ftui o voleva fidamente farmi paura fenza nuocermi; o non potea nuocermi, perchè il fuo archibufo non era carico: nondimeno il mio Errore, cioè 1’ aver creduto vero, che ,-coftui voleffe tornai la vita ( il che poi s’ è conofciuto fatto ) è in tutto feufabile, non effendoci perfona Prudente , che non aveffe creduto al pari di me volontà in colui d’ ammazzarmi. Cosi credendo io, che un’Uomo non fia fordo, nonfia cieco, nonfiapazzo, s io per cagione di quella credenza, che poi fi fcuopra erronea, commetterò qualche atto a lui difpiacevole, otterrò una piena feufa, ed affo-luzione ; perocché di lor natura gli Uomini non fono tali. 6. Confiftono gli altri Errori,, tanto imeno, quanto ipoco fcufabili, in credere vera una cofa , che 0 egualmente , o per lo più fuole, e può riputarli fatta dagli altri Uomini; 0 per lo contrario in iflimar fatto ciò, che tonalmente , o per lo più fuole, e può ftimarfi vero dagli altri . Il converfa-re colla Donna altrui molto dimefticamente, il corteggiarla, e fervida fuol crederli atto mahziofo da molte pedone ; benché da altre , che tengono la