Di Lodovico Antonio Muratori. 21 zino di fapere, così quel loro parlare riufeiva pieno di fugo, e faceva conofcere una felice facondia , lenza però cefsar d’ efsere piano e familiare . Altre Ornine d’etti furono al ficuro fabbricate con iftudio , e recitate a mente : anch’ efse nullàdimeno comparifcono formate con tal moderazione e dilicatezza d’ ingegno , che tuttavia quel cibo fi trova conforme allo ftomaco d’ ognuno . 2. Ora chi legge le Omilie- di San Bafilio , da per tutto vi trova quello elfenzial pregio . Non è pompofo il luo Stile , più torto è piano , ma forte e con una rilevante chiarezza fempre dilettevole , e fpezialmente do-v’egli rallegra l’Argomento con vaghe e non affettate defcrizioni ; ed i parti delle fante Scritture lembrano nari, e non ricercati nel Ragionameli to . In lommafi vede , che lo lcopo luo è d’ iftruir tutti , e di giovare ad ognuno. Quanto a Santo Agoftino, faci? è 1’accorgerfi , che anch’egli gran premura avea di farli intendere da qualunque condizion di perfona . O fia ch’egli ertemporaneamente , oppure con elaborati Sermoni predicaf-fe : voi fempre fentite , che familiarme,nte egli parla al fuo Popolo , non intralciando la Dottrina e le Rifieflioni con lunghi Periodi , ma ufando un dir concilo con Interrogazioni e con Figure , che cadono nell’ufual ragionare degli Uomini . E s’egli falta talvolta fuori dell’Argomento, non l’abbandona per quello, e tutto va ad arricchir ,d’infegnamenti chi 1’afcolta . Non fi può negare: fcappa da per tutto fuori l’Ingegno di quel grand’Uo-mo , che di quello abbondavano i Cervelli Africani ,’ e fopra gli altri quello di Santo Agoftino . Ma il fuo dire ingegnofo ¡¡on era figlio dello ftudio, nè ferviva ad ofcurar le cofe , ma bensì a render chiare le fcnre ; talmente che niun -rertava efclufo dall’ intendere le fottili Riflelfioni di lui . Ve-gniamo a San Giovanni Grifoftorno . Non ci farà , cred’ io , chi non chiami giufto il giudizio di tanti Uomini grandi , i quali hanno alferito , che ia lui noi abbiamo il perfetto ed unico vero Modello del Predicatore Griftia-no . Di due forte fon le fue Gmilìe. In parte d’ elfe egli colla divina Scórra in mano , letto che ne aveva un verfetto , mirabilmente ne fpiegàva il Senio Letterale ; e di mano in mano pattando agli altri, ne fàceva, la Spiegazione , con farvi ottervare tante incognite bellezze , e poi pattava alla Moralità. Nell’altre , prefo un folo tello de’ facri Libri , come anche fi pratica oggidì , predicava contro di qualche Vizio , o efponeva i pregi di qualche Virtù . Cercate quanto volete 1’ Ingegno ne’ fuoi Difcorfi : non vi parrà di trovarne. Contuttociò fi può-in cerca guifa dire, tutto, effere Ingegno , ma occulto , il lavoro delle fueJ Prediche ; cotanto giudiziofa è la diftribuzion delle cofe , tanta 1’ abbondanza della fua Dottrina , e così fén-fibile la forza e ’nfieme la chiarezza delie fue ragioni . Va egli a trovar 1’ intimo del cuore uinano* , e vivamente dipignendo la deformità del Vizio , la bellezza della Virtù, ne imprime in tutti l’orrore o l’amore. In fomtna niun meglio di lui irtruifce , convince , e muove ; e fenza eh’ egli (penda mai parole o fentimenti ingegiiofi per dilettare , 1’ Uditore ne riporta fempre il lodo e foftanzial diletto d’ avere imparato , o meglio av- vertito