Di Lodovico Antonio Muratori. t|t ■mento nel Globo y un Diluvio, un abbruciamento.. Ma per confolazione de' poveri abitanti nel Pianeta della Terra r e per liberarli dall’ apprenfione di sì gran difordine in avvenire , fi dee qui ricordare , effere quelle non altro che curiofe ’immaginazioni degli fpeculatori del Cielo, e non già fondate concbiioni . Son già pattati più di quattro mila ‘anni-, che :niu-na Cometa s ha rotto il capo urtando nel Globo affai duro della Terra, o degli altri Pianeti ; ed effere perciò da fperare, che nè pure altre per 1’ avvenire fel romperanno. Quella del 1Ò80. che fi pretende efferfi cotanto avvicinata alla Terra non fece veder la fua Stella di mole diverfa--dall’ altre!. Oltre di che non fi offerva ne’ fuddetti due infigni Filófofi ¡minacciata la Terra da quei terribili fconcerti , che poco fa abbiati! riferito . Anzi io fletto Signor Vedova ci aflìcura, che Rincontro di qualche Cometa nel nojlro Globo in vece di quelle fmijlre catajlrofi , 'potrebbe -recar delle nuove maraviglie -, è delle cofe utili alla nofira Terra . Aggiugne , che allontanandofi le Comete dal Sole, e accoflandofi alla Terra , -fi rendono incapaci di fomminifirar calore {ufficiente per una Confi agrazione '. Molto meno potrebbono cagionar Diluvj , perchè le Comete non fi fa. che fieno otri d’ acqua .. Conchiudiamola •; quando‘anche fotte póffibile fintò fuddetto, nulla fi mutarebbe il Siftema interno dei noftro/Globo , perchè il Mare Tetterebbe dove è ; e il Terreno Tetterebbe dove ora fi truova tendente ognunó al medefimo centro. E però immaginar non fi potrebbe, che i Nicchi marini , e 1’ offa delle Balene fi andattero a fotterrar nella Germania, nell’Italia, Inghilterra, Elvezia, e in altri paett. Ma lafcian-do andar quelle ciancie, finiamola con dire, che quanto più fi peferan gl" ingredienti della prefente quiftione , tanto più fi fcorgerà, che il mare dee effere flato, dove fi truovano Nicchi, ed effere fuceeduto qualche Arano fconvolgimento; e ciò pollo converrà ricorrere al Padrone degliEle-nienti, che in alcun tempo abbia prodotta a fuo piacimento la fuddetta fiupenda mutazione di cofe■ , . ■ . 13. Finalmente, aggiugniamo ancor quello, a concepire Iddio come Spi- rito di tanta Poffanza e Sapienza, noi non abbiamo che a confiderare noi fletti, e gli altri Uomini. L’intelletto noftro ( è vero ) noi lo riconofcia-mo per Potenza limitata, foggetta anche all’Errore; e in mille occafioni proviamo, che mancano le forze all’Anima noftra per intendere tante cofe, che pur vorremmo capire, e per diftinguere il Vero dal Fatto . Con-tuttociò quello Effere Penfante , quello Spirito , che chiamiamo Anima umana, tuttoché sì fiacco, e sì facile ad ingannarfi, e giunto a tante cognizioni nelle Scienze, a far tante fatture , che fervono di «n mirabile ornamento e comodo alla vita dell Uomo , e alla foeieta civile . E tal gloria è dovuta non già alle noftre mani, ma bensì allo Spirito, 0 fia alla Mente umana, che dirige quelle mani; non già alla Materia infenfata, ma all’Anima immateriale e penfante , che della Materia fi ìerve per 1 Opere fue , benché fi debba riconoicere qual dono di Dio non men la Materia, che l’intendimento ¡fteffo, capace di modificar la Materia in tan» Ri te