Di Lodovico Antonio Muratori. 117 tezza , e dell’Ignoranza, ma fidamente di mettere, alla larga gl’ Intelletti e le Cofcienze , acciocché godendo il privilegio di una beata Libertà, tanto nella Fi-lolofia , quanto, nella Religione , pollano abbracciar quelle opinioni , che più fi accomodano allo ftomaco loro , con rigettare le altre , e riderfi della femplicità di chi fi priva di quella dolce Libertà : con--vien’ora foccorrere al bifogno della gente di retta e buona Volontà., ma poco cauta , affinchè da quello lufmghiero invito non fi laici fedurre , e pervertire . 4. Nè già fi avvifafie alcuno, che avendo io notato per pericolala la Libertà anche nella Filofofia, intendeffi di lodar que’ ceppi, ne’quali vo-lontanamente fi mifero- una volta alcune Scuole , feguitando per forza, le Opinioni di un determinato. Filofofo fenza poterfi frollare da lui. Oggidì; ognun sà , aver nociuto non poco- al progreffo della Filofofia una tale fobia» vitù j dover qui gl’ Ingegni godere un’ Girella Libertà per Filofofare de i Principe, delle Cagioni , degli Effetti delie-eofe, purché fi tratti di dottrine, che nulla influifcano-a turbare la quiete e felicità delia.Repubblica, o.a fconvolgere la Religione , o a depravare i Coftumi. Imperciocché qualora i dogmi Filofofici portalfero fòco-anche un folodi quelli veleni, iàraa dogmi fallì, faran dogmi da dstellare ~ ed ogni Uom faggio conféfferà , non efiere. lecito il tenerli, e molto men l’infognarli. Nella Fifica può nafrere alcuna di quelle male erbe ; più facile è, che le produca la Metafilica , qualora la Libertà, competente all’ Uomo nella Filofofia , non voglia freno, e limite alcuno . Ogni Scienza ed Arte, ha da avere per'uno de’ fini primari il pubblico Bene .. -Da quando; in qua fi potrà dire , che tenda a quello lodevol fine, chi.prende a rovefriar la Religione, 0 difpone l’Uomo al malfare ,- o nuoce al buon governo e alla tranquillità della focietà civile ? Bali’ altro- canto non fi penfalfe alcuno , che in parlando d;i Religione , io intendeffi di seil-rignere a gl’ Intelletti, quella Libertà , che la Chiefa e la retta Ragione lafria loro in un’ -infinità- di cofe fpetta-nti ad elfa Religione , ma non rivelate da Di® , nè ftabilite qual Dogma dalla fua Chiefa. Qui -iftlamente.fi tratta di rendere-cauta la gente, acciocché tan» ta Libertà .ella non fi' attribuifca da poter mettere in dubbio le Verità fondamentali ed -eifsuziali delia Religione, e ciò, che la Chiefa ci preferì-ve 0; pel credere , 0 per-.f operare- Da che i-1 Pirronifia novello , dopo aver preparati gli animi de’ fiioi. Lettori a dubitar di tutto, e a prendere una piena Libertà di credere Ibi quello, che al-cervello di ognuno fem--bra maggiormente avvicinarli alla Verità , fenza eccettuarne le Fede: quan» do poi; prorompe in sì fpeeiafe parole in commendazione d’ elfa. Fede, e della fommiffione , -die ad elfa dobbiamo già abbiam veduto-, poterfi ragionevolmente giudicare, ch’egli fi burli della Fede, .e di noi-, e che vo*-.glia Rendere là fua Libertà ad ammettere anche nella Religione .quello unicamente, che a noi piacerà nella di lei effenziaie dottrina. Coftui*ha diftrutto; vi penfino poi-gli altri a edificare.. Cioè fi è egli sfiatato-in predicare, che di niuna Verità s’ ha intera Certezza j e pofria lafriando noi