43 Della Forza Della Fantasia Umana Trattato. ca, fi rivolge con empito , menando pugni con gran forza ( il che fi legge di moiri altri a lui limili ), e_ difendendoli , quando gli vengono impedite le fue Azioni . Per quelli motivi una fola volta riufcì al Signor Re- gheilini , ma con gran fatica , di toccargli deliramente i polfi , che ritrovò deboli,. e duri . Finalmente egli nota , che quantunque 1' Azioni fin qui defcritte fieno fiate fatte a perfezione dal Sonnambolo , non è però 5 eh’ alcuna volta , © per bianchezza dei lungo operare > o per alcun’ altro accidente non le guaiti, e non dia del capo’, e delle mani ne’ muri : come fece in una occafione , che giocando addormentato alla Mora , percolfe cosi fortemente il muro , che per più giorni portò la mano gonfia, e addolorata „ Abbiamo anche un’ altra più recente dèferizione delle ftravaganti Scene di quello Sonnambolo, fatta e fiampata nel 1744. dal Dottore Gio-van-Maria Pigatti Vicentino , e dedicata al celebre , e chiarifiìmo Signor Abbate Conti, cioè a chi forfè è per efamtnar quella materia co i miglio» ii microfcopj, della Fiioiofta . 8. A me reftava tuttavia qualche dubbio intorno a quello Sonnambolo j dopo aver veduto fatte da lui alcune Azioni , alle quali potrebb’ edere fiato ajutato , o dalla luce del giorno , o dal lume della lanterna di chi gli teneva dietro , o dal barlume delle Stelle . L’ Etmullero fcrive , che » Nottamboli operano claufts acuiti , ma con ammetterne altri operanti or«'» iis conniventthus.. Tutto fecondo me il mirabile di cefi-oro- fr riduce al fa-pere r fe veramente oltre al dormire tengano gl’ Occhi ben chiufi o tenendoli aperti r come nel primo efempio , pure peri effi non fia portata la luce degl’ oggetti al Gerebro loro . Perciocché fe punto apparifie , che la Virtù, vifiva fecondaffe le lori Azioni , cederebbe ogni maraviglia. Avendone io perciò- fcritto al Signor Regheilini , mi confermò egli, cheff Giovane Vicentino, opera ad Occhi chiufi , con aggiugnere d’aver fatta la prova d’ accollargli una Candela accefa in vicinanza degl’ Occhi fenz: aver veduto legno alcuno nelle chiufe di lui palpebre , onde credere fi potelfe che quegli apprendeffe il Lume . Aggiugne d’a-verio più volte offervato „ d> „ Rendere per le Scale.,, ed anche correndofenza che vi foffe alcunLu-y, me ,, di modo- che. parca imponibile che non dovefle precipitar dalla „ ftefie.. Quèl-ch’ è piu notabile , molte volte ancora francamente calava „ in Cantina per una Scala adatto- feura ed, irregolare - E’ Azioni fue pe? lo più, nel principio, non- fon molto franche perchè tocca ora in un n luogo y ora in un altro :.e pafeia opera aggiuftatamewteChe non veg» M ga lume , fi può' anche dedurre dall’ efi'eri egli ufeito una volta d’una ,, Camera a terreno ,. e quantunque vi foffe Lume ,, urtò in- un Caftrone ? » che palleggiava. lì- davanti e cadendo in terra fi fece un tumore nella 3, fronte » Ho provato. ( Seguita egli a dire )• di chiudergli la- porta della 3, Camera, onde'era ufeito addormentato e volendo égli rientrarvi ,. 1° 3, effa andava ad urtar- colla Tefta y sfilzandoli poi dopo qualche tocca-„ mesto d aprirla ... In quelle, fiato abbenchè fia chiamato ad. alta voce j 3, non ode ; ma bensì è pronto a rivolgerli- , e a dibatterli quÙ e * » quan- •pÀfc,;