Di Lodovico Antonio Muratori. p getti alla fuga. Egli è vero, Tancredi xifponde, che quella notte io cor-fi dietro ad un’ uomo col ferro fguaiflato . Ancor quefta rifpofta per non effere determinata, e certa, non giova af propofito, confettando bensì colimi d’ aver pollo in fuga una perfona , ma non già quella fpecifica , da cui egli è ora accufato . Quando poi la Confeftione retta dubbiofa, ed incerta , fi- fuole fecondo le Leggi interpretare in favore , e non in danno di colui , che confetta . Finalmente riputiam convenevole cofa ne’ Giudizj privati ciò , che ne i pubblici fi coftuma intorno atte Gonfettioni , che fi dimandano Qualificate. Se taluno liberamente confetta una cofa, che fav-verfario non ha potuto nè potrebbe provare ; e la confetta unitamente con qualche Eccezione , o fcufa favorevole : allora non farà il confettante coftretto a giuttifieare, -e provare quefta fua Eccezione , ma toccherà alf avvérfario il pefo di abbatterla con Fruove contrarie.. Avrebbe quefti potuto non confettar quel Fatto , e colla fola fua negativa ficuramente d’i-fenderfi. Ma avendo egli amato meglio di dire il vero, quefta fua finoe-rità merita bene, che lo crediamo veritiero .ancora nell’ Eccezione. Pruo-vi l’accufatore, che non fuflifta lo feudo imbracciato, dal reo : e pilota il reo farà convinto.. „Sarebbe una crudeltà il voler folo accettar la parte no», civa, e non ancor la favorevole detta fpontanea confettion del reo. O no» gli dobbiam credere nulla, o gli abbiam da credere tutto. 6. La feconda delle. Fruove improprie è l’Evidenza del Fatto; e quefta meritamente da alcuni è appellata -la più vigorofa, è la piu chiara1 di tutte le .Pruove. Altro non cercando i litiganti , che di mettere in chiaro' la Veritàj e di farla nota al Giudice , quando mai ,quefti piu manifefta-mente può divenirne certo , che allorché le flette cofe gli fon putte fotta agli occhi , e gliene fanno teftimonianza i fuoi proprj /entimemi ? Afferma Bruto , ch’io l’ho ferito nella zuffa tra noi fatta . Che piu forte argomento , e Pruova poffo io addurre per dimoftfar ciò faifo, quanto col far mirare, che nel luogo, ov’ egli dice d’effere flato ferito , non appare nè ferita alcuna ., ,nè cicatrice , o fegno d’ eflà ? Senza che uno adoperi molte parole per perfuadere ad altrui, ch’egli è cieco, giovane, vecchio, feiancato, infermo, o ch’ egli ha fatto tagliare un albero fili fuo , e non fu quel de’vicini: batta che il Giudice abbia gli occhi,