32 Intrqduzione allePactPrivate finché non fi fia da loro medefimamente ftabilito, quale Intenzione abbia preceduto, e accompagnato i fatti,, e le azioni; maffimamente perchè dal faper l’Intenzione dipende il Caper determinare il delitto , e la pena, o l’innocenza., e 1’ afloluzione , Più fi ha riguardo all’Intenzione , che a i fatti’, e alle parole: poiché le parole, e i fatti non* portano ingiuria, ed effefa, se non va con loro congiunta I’ Intenzione d’oiìendere, e d’ingiuriare. Il perchè non può dirfi accordato il fatto, se non è accordata l’Intenzione. A fin dunque di condurli a quelto, fi vuol’offervare, che f Intenzione è di due forte per quelle^ che s’afpetta all’argomento noltro. Altra è Intenzione ¿’offendere altrui, o di fargli villania • ed altra di non offenderlo, o di non fargli villania. Ma non polliamo noi altri penetrar col guardo nel cuore degli uomini, e conofcere i lor penfieri , e le loro intenzioni: cofa che è fidamente rifervata a Dio-, e a chi egli fa parte di s'i gran privilegio. Sicché altro mezzo non hanno gli uomini di {coprire gl’interni movimenti dell’animo altrui, ciré quello del notare gli efterni del corpo, cioè i fatti, i gelti, le parole, ed ogrì altra operazione mamfefta, effendo quello un linguaggio vifibile dell’animo invifibile, e fegreto. Perchè il corpo ubbidifce all’anima, e per lo più non fa nulla fenza averne o il comandamento, o la perrniflione da lei, però dalle operazioni citeriori noi argomentiamo l’Intenzione , e la volontà interiore. Rofcia fecondo quefte operazioni fenfibili noi giudichiamo nel foro del Mondo , lafciando al fommo Dio il giudicar le volontà, e i penfieri del-1’ anima, quando non fono peranche venuti ad atto citeriore , o quando quelli atti citeriori, non fono a noi palei!. 2. Ciò- pollo, diciamo che le operazioni umane, fieno fatti, o parole, e le non operazioni, quali fono le omiffioni, fi debbono dividere in due fchiere. Le prime per legge, e decreto o della Natura, o di Dio, o degli uomini, o per confentimento de’popoli, fono- determinate ad offendere, e regolarmente offendono altrui, qualora fon fatte, e fi commette In-giuftizia, o errore in farle, ficcome azioni biafimevoli, e ingiufte. Le feconde per un tacito, o manifeito confentimento delle Leggi, o degli uomini fon determinate a non offendere,, e regolarmente non offendono altrui, quando le facciamo. Nel portar danno all’Onore, ai Corpo, e alia Roba altrui, e nel far difpiacere all’animo di che che fia , confiftono le azioni della prima fchiera, come farebbe l’uccidere, il ferire, il percuotere altrui, il tendergli infidie , 1’ ufargli foperchieria, l’ingiuriarlo , e di-fpreggiarlo prefente , o lontano , il levargli , o danneggiargli contra fua voglia. la roba fua, il mifchiarfi difoneftamente colla donna di lui, o tentare la fua enefta, il non ubbidire, o il non portar rifpetto a’fuperiorf, e fimili cofe, che fono vietate, o pure efpreffamente ordinate dalla legge naturale, o dai Legislatori umani, o dalla confuetudine della Repubblica, dove fi vive. L altra fchiera è di quelle operazioni, o non operazioni, che comunemente fi praticano dalla gente, nè vi ha divieto, o co-mandamento dalla parte delle Leggi, o del? ufanza , come il palleggiare per