Di Lodovico Antonio Muratori. ir abbattere, e convincere colla fede de i teftimonj, o con altra Pruova l’avver-fario negante : fe nulladimeno gli veniffe fatto di provare, che il medesimo Mercatante altre fiate , o pure una fola fiata nello fpazio di tre anni indietro avefle perduto il rifpetto ad un Cavaliere , o eh’ egli malizio-famente in quello , o in altri fimili cali abbia detta la bugia , e negata la verità ; quindi _nafcendo una fpezial Prefunzione contra di coftui, fe gli rovefeerebbe addofio 1’ obbligazion delle Pruove , che dianzi toccava al Cavaliere . 17. Appreifo immaginiamo , che quello mercatante fia afsalito con un baftone da Artamene , e che dopo breve zuffa fopraggiunga gente, che vegga i due' combattenti giocar di pugni , e adoperar P altre armi della natura, giacendo il baftone rotto in difparte. Spartita la battaglia , e allontanati i nimici , confefsa Artamene , che afsalì 1’ altro con quel baftone , e dopo averglielo rotto addofso, venne alle 'prefe con lui . Attefta il mercatante d’efsere ftato afsalito, e che avendo levato il baftone all’avver-fario , gliel’ ha fiaccato fulle fpalle . In tal cafo effendo certa l’offefa fatta al mercatante con afsalirlo , a chi toccherà la pruova della circoftanza dub-biofa ? E’ da faperfi, che quelli due avverfarj fono uguali in Prefunzione, non già d’uomini giufti, e dabbene, avendo per f operazione feguita ( che fupponiamo ingiufta ) Artamene perduta per allora la fua ; ma in Prefunzione d’ uomini valorofi, e forti. Sicché tanto vale il detto dell’ uno, quanto la relazion contraria dell’altro per quello che s’afpetta alla ..rotturadel legno. Ma perchè efsendo certo, che Artamene avea prima il baftone in mano, riefee ancora più verifimile, eh’ egli l’abbia rotto, e non 1’ altro, il quale è incerto, fe l’abbia avuto in fuo potere : perciò aggiungendofi quell’ altra ofservazione alla Prefunzione d’ Artamene , più fi dovrà credere a lui, che all’ altro. Ed è fuperfluo il dire , che pare cofa più convenevole alla Giuftizia il prefumere in favor dell’offefo, che dell’offendi-tore; imperciocché non mancherà la Giuftizia di fargli compenfare il torto fattogli per averlo ingiuftamente 1’ inimico e afsalito , e percofso , e fatto, ciò con arme riferbata a gaftigar folamente vili perfone, fenza eh’ egli fi voglia far da fe ftefso la giuftizia con ifvergognare il nemico. E ciò fia detto delle Prefunzioni di Fatto . CAPITOLO IIL Intenzione onde ft raccolga. Operazioni umane altre determinate ad offendere* ed altre no. Prefunzioni d'intenzione. Ignoranza infuperabile , fupeva- b,le> cvajfa,. ed affettata. Effetti loro. Ignoranza delle Leggi. Regolarmente ft prefume l'Ignoranza. ~QAffiamo ora a favellar delle Prefunzioni ¿’Intenzione . Quantunque jff i Mediatori abbiano ftabilito il Fatto, cioè polle in chiaro le azioni feguite, nondiineno egli non poffono venire alla fentenza,e alla Pace, finché