Poesia L i b. IV. 201 Cannoni IH. di Francefco Petrarca /opra gli Occhi'diM Laura. Prefazione alle tre feguenti Canzoni. LEggendofi pofatamente , e piu d una volta , le tre Cannoni feguenti, che fono chiamate Sorelle dal Poeta , agevolmente s intenderà, con.quanta ragione fi fieno accordati i migliori giudizi di’ Italia , per chiamarle divine y e per dare loro il titolo d eccellenti /opra l altre di quefto famofo Autore . Ora io anderò lievemente toccando alcuna delle parti più belle per giovamento de' principianti , Nè la riverenza , eh io porto al Poeta s fara eh io taccia alcune poche cofe , le quali a me non finifeono affai di piacere . Imperciocché nè quefìa mia riverenza ha da ejfere idolatria , nè il Petrarca fu impeccabile ; nè dee già fiimarfi facrilegio il non venerar tutto ciò , che ufet della fua penna , quafi il Petrarca più non foffe per ejfere quel gran maeflro, eh' egli è , ed io f imo che fta , o quejìe Canzoni lafciaf-fero d ejfere que' prezioft lavori, che fono , quando in effe per ventura fi difcopriJJe qualche neo . Dirò dunque prima in generale, che quantunque non appaia grande sfogio nell’ aichitettura di quejìe Canzoni, parendo che il Poeta folamente abbia Jìef , e con facilità uniti que' penfieri , che di mano in mano gli cadevano in mente fopra quefìo fuggetto ; nulladimeno a chi ben vi guarda , farà non difficile il ritrovarvi non folo i convenevoli Poemi , ma un artifziofa tejfitura e legatura, congiunta còlla varietà delle cofe. Di altro filo fi vaglionogli Oratori, e d altro i Poeti ; e il vagare , o fallare quà e là, che fovente è difetto ne' primi, fuol contai fi per gran virtù ne' fecondi. Apreffo dirò , che due maravigliofe doti qui fpezialmente campeggiano , cioè I Affetto , e l'Ingegno . In tutto io fcuopro una tal tenerezza, e un sì forte rammento di penfieri affettuofi , che non fi potea forfè imprimere nella mente altrui con più energia la violenza di quella paffione, onde era agitato il cuor del Poeta . Ancora 1 Ingegno fa qui tutte le Jue maggiori pruove . Può dirfi , che quefìa fia una tela di Rifleffioni, ed Immagini fquìfitijfime cavate dall interno della Materia , in confiderando il Poeta o la fingolar beltà degli Occhi amanti, o tutti gli effetti interni ed efìerni , che in lui fi cagionavano dagli Occhi medefimi. Nè paia ad alcuno , che tali penfieri talora fembri-no alquanto fiottili, quafi a tanta foga d Affetto non fi convenga tanta fot-ttgliezza d Ingegno . Perocché il Poeta non parla all’ improvvijo , come s'inducono gli appajfionati a ragionar fui Teatro ; ma con agio, e tempo di meditar le cofe, e di efpor le cofe meditate col più bell ornamento , eh et pofifa, per maggiormente piacere non folo a i Lettori , ma anche alla perfona, eh' egli à prefo a lodare . In fomma io ho per cofìante -, che quefti rari Componimenti fieno fiati, e fieno fempre per effere una miniera , onde fi poffanó trar nobili concetti per formarne moltiffimi altri ; e alla perfezione loro (a) altro io non trovo che manchi , fe non un oggetto più degno , che non è la femminil bellezza. Della Perfetta Poefia Tom,li.' Cc (fi E