Poesia L i b. III. 127 il Gufto Marinefco (a'), fra gli altri danni da effo recati all’Italia, ebbe ancor per compagno il poco ftudio delia Lingua ; ma ciò non fu generalmente , nè da per tutto ; perchè nè pure allora mancarono va-lentiffimi , e lggiadriifimi Scrittori ; e a’ noftri tempi s’ è ravvivato più che mai col buon Gufto della Poefia ancor quello della noftra Lingua. L’ unica ragion dunque, per cui argomentano alcuni, che dopo il 1400. cominciaife a declinar f Italica Favella, e a perdere la fua perfezione, confitte in dire : che in vece de’ vecchi buoni vocaboli, e modi leggiadri di dire fe ne fono dappoi introdotti de’ nuovi, e tanti in numero , che il favellare , e lo fcrivere ancor de' piti lodati Autori è divenuto men lignificante , men breve , men chiaro , men bello , \tnen vago ì men dolce , e men puro , che quel non era , che fi parlava, e fi fcrtveva nel tempo del Boccaccio. Così fcrive il Cav. Salviati nel 3. lib. cap. 3. degli Avvertirò, della Lingua . Ma tanti ftimatittìmi verfi , tanti nobilittimi Libri comporti ne’due ultimi pattati fecoii da uomini eccellentiflìmi, in tutte 1’ Arti, e le Scienze, pottono ben torto farci apparir mal fondata , e flrana la propofta di quello Autore. Prima però di negargli credenza, vediamo le ragioni da lui apportate in pruova di quella fua opinione. Ma per buona ventura il Salviati niuna ne arreca , facendoli forfè a credere (c), che batti 1’affermazione fua, o pur ciafcuno fe ne pofla per fe ftel- ( a ) Il Guflo Marinefco non efce della Poefia . Ma la corruttela nella Profa quanti hanno introdotto ! A disfarli del cattivo gufto , ci vuole quel le.colo benedetto , ai» te , Petrarca , Boccaccio , e quegli degli altri fecoii , che dietro afte loro ve igta , fono alzati . Del refto fe non fi tien fermo il rifpetto verfo la reverenda autorità te noftri maggiori , ho paura , che la Lingua , in vece di crefcere , andera in ec ina- . zione , e in rovina ; e traile incertezze delle fluttuanti opinioni , non fi lapen o , a che appigliarli , fi farà tutti come Nave in alto mare , a mez.'a notte , lenza go- ( b ) £’ Italica favella non cominciò a declinare dopo il 1400, per 1 introduzione fola- mente di vocaboli nuovi e trilli ; ma principalmente per ifmarrire le coniugazioni, e tare q-lecifmi : che quella è l’importanza ; i quali Solecifmi fi fono tolti via nelle fcritture per via delle Gramatiche fatte full’autorità di quei del 1300. che erano netti da quelle noltre odierne fconcordanze . Gli Jìimatiflimi verfi , e tanti nobilitimi Libri compofii ne'due ultimi oect11 potrebbero far mentire il Salviati , fe foflero efenti da quelle taccie , alle quali fi vorrebbe o -toporre quello del 1300. Il Salviati fi dice , che in prova della fua opinione , niuna ingtone ne arreca . Ne vorrei fentire arrecare alcuna in prova della contraria opinione . Quii ca mina per femplici affermazioni . Qttod quifque juris in alternai fiatuerit , eo ]uie ufi utalui , vuole la legge , e il. dovere . Ma più tempo ci Vuole a tanta lite . ■ . , \ Ti (r) Facendofi forfè a credere ( il Salviati ) che bafli l' affermazion fua ec. ) tne di difputare degli Scrittori , come fi vede per tutto in Sello Empirico , era que o • fputando quelli Filofofi d’ ogni cofa , prò , e contra ; e niente affermando ; e P°"e j: ia loro felicità nel fofpendere , e rattenere 1’ alfentimento , che perciò oltre a no Scettici , cioè di Efaminativi , e di Pirronii , dal loro inftitutore Pirrone , 1 *c Epheftici , o voglism dire in noltra Lingua., i Ritenuti . Quelli «dunque fieri ‘ P di tutto , e di nulla affermatoti , ideano tenere quello ordine in difputare copra ila . O la cofa , che viene dall’ altra par-e affermata , viene affermata , P ice™ _:a’af. con prova . Se femplice torme : a una femplice affermazione e nuda , altra con va|ere fermazione opponevano , dicendo Come non fi adducono prove , tanto a <