Poesia L i b. III. I 71 gre me piedi molto infermi, e furono ¡sbanditi , e loro beni piuvicati } sì che vennero a Jottile menfa , e poveri cibi, e per queflo guerirono . Vili. Molti ho io veduti , che parlando hanno favellato , ma appena vidi mai ninno , che favellale tacendo . IX. Ninna cofa puote ejjere piu ftcura ■ che commettere tutto a colui , che fi convenga dare. X. Grande moravi gli amento R 2 dell fi durò a chiamare fempre Lingua Latina , e Lingua Romana ; ma non mai , almeno comunemente , Lingua Italica -, e pure fi parlava tanto bene nel Lazio , quanto fuori . Ma per tornare , P «efempio del Difenditore della Pace : Chi contrajla alla pojjanza , egli contrafta al lontanamento di Dio , fu confiderai faviifimamente , che fotte tratto da quei di S.Pao- 10 ad Rotti, ij. Qui potefiati Dei refiflit , Dei ordinationi refiflit ; e in confeguenza , che quel Lontanamento avelie a dire Ordinamento . E così nella feconda Edizione la voce , e 1’ efempio furono levati . I compilatori de’ Letlìci , de’ Dizionari , de’ Vocabolari , hanno un gran falcio di cofe alle mani ; e non polfono tutto vedere ; e le tante e sì varie autorità efaminate . Nel Calepino fi legge Cremium per Carne fritta nella padella, quali ella avelie la derivazione da x'pìxs , quando quella voce lignifica tutte quelle aride cofe , o brucioli , o feope , o ftipa , o fermenti , che fi pongono per accendere , e avvivare il fuoco , che i Bolognefi. chiamano Brufata , e noi potremmo dire Bruciaglia , e i Greci tppifixvov da fpóyur , Latino torrere , e pptfiaiix . I Latini da Cremare dittsro Cremium . E così a quelli lecchi alimenti di fiamma fono paragonate 1’ olla fue dal Re Profeta . Kvfzw« , «o , è polio come vocabolo callrenfe , o militare , nel Leliico , con manifeftiifimo sbaglio , ficcome mi fece offervare , quando fu qui in Fiorenza , il dottilfimo e amabilifiìmo Padre Don Bernardo di Montfaucon ; poiché il palio di’ Arriano del paleggio d’ Alelfandro , che quivi fi cita , ha Mftirter , Participio neutro dell’ Aoriilo , « xóp.in> , da xuptxiru , fluttuo , xvimivxv vvitpxKx\Kos. /’ ondeggiamento della falange : frafe ufata cred’ io , anche da Senofonte , di c i Arriano fu cotanto imitatore , che n’ebbe il nome di Senofonte novello . E il Leffico d’un Participio neutro ne fa un nome femminino . Da quello poco , che io qui accenno , fi può far ragione del molto , anzi moltilfimo bifogno , che anno i Vocabolari , immenlo ed ineiaufio lavoro, d’ effere ripurgati e rimondati . A quella pietofa opera s’ accinfe il Talfoni ; e come quel Letterato nobile eh’egli era , e come Accademico della Crufca . E il filmile altri Accademici anno fatto , e fanno , accrefcendolo di altre voci , e degli Scrittori , e dell’ufo: che ne’ Vocabolari di Lingua viva non fi finifee mai . Or per tornare al primo efempio , fi.fce.lto da quelli feelti dal Cavalier Salviati del Libro degli Ammaelìramenti degli Antichi : egli ci è pel fatto della Lingua da notare la Voce Dirittura , colla quale gli antichi Tofca-ni fprimevano la G infilzai , ficcome i Franzefi antichi con quella di Droiture . E ciò è tolto da ssAl-riti , Rettitudo della Scrittura . Retti corde , i'irfeis tv nxpiìx leali e dritti uomini . Diritto oggi fi dice nell’ ufo del Popolo per afluto , accorto ; ma pure nell’ ufo degli Scrittori fi conferva Diritto per Giuflo . La Ragione , o pus , in Provenzale Drez , come appare dal verio del Maeflro de’ Trovatori , Arnaldo Daniello , portato dal Petrarca : Drez & refories , que canto damors . Dritto , e ragione è , eh' io canti d' ■ ¿latore .11 Franzefe Droz'f-, anticamente Dret ; lo Spagnuolo Derechò ; il Tofcano il Diritto ; a cui fi oppone 11 T orto . : V, Non ci diamo troppo ne' noftri intendimenti e rangole. Ne nous addonons pas. Il contrario è Sdarfi d'una cofa. Rangola , 'Vecchia parola credo che fia lo licito , che Rancura, cioè Ripcnfamento, dalle prepofizioni Re, e In , e dal nome Cura , Penfiero ; e che vada perciò profferita coll’accento nella penultima , Rangola . Così Barrare fatto da Varicare Latino ; il Fiorentino dice Valicare ; e Valico nome da Varco . Franco Sacchetti nella Novella piace-voliffima di Agnolo di Ser Gherarde , vocato Ser Benghi . Colicare per Corcarfi , giacere in letto, Franzefe coucher ’, benché ciò fia dal Latino Collocare . É 1’ L fi cangia dall’ R. agevolmente , come più dolce e facile a, pronunziare . Rangola adunque lo fteffo che Rancura , e per avventura Rancore , che fi trova in antichi , in Provenzale Ricor , è io fleffo in certo modo, che Riccura, (e dir fi poteffe; e Paura lo fletto , che l’antico Franzefe Paordal Latino Pater , poi la Peur. E Rangola, Rancura, e Rancore, non fono altro , che una rinuovata e profonda Cura ; che fi fa fentìre addentro , per la quale uno viene a confumarfi e mangiarli , per, così dire , il cuore , e beccarcelo ; onde ne nacque la Favola de’ cuori de’ Tizii, e de’ Prometei , che dagli avoftei, e dalle aquile , cioè da’ rimorfi della cofcienza,, tagliati rimettevano, e rinovavanfi, a nuove morti perpetuamente rifufcitandó, E’noto il verfo d’ O-