Poesi a Li e. III. 57 Quefti però nel vero fon vaghi (a) concetti, ma Poetici, e perciò fofpet-ti di qualche finzione ; e lo fteffo Petrarca afferma , che V opere fue furono contrarie a quella piaufibile opinione. Tuttavia fi vuole ancor credere in Della Perfetta Poefia, H - que- (fa) Quefli nel vero fon voghi concetti , >wzi Poetici . ) L’ effere vaghi e Poetici non toglie loro l’effere Filofofici infierire, e Teologici . E ancorché fi poffa fofpettare in alcuni , che gli fpacciano , che non tempre la lingua s’ accordi col cuore , pure la dottrina in (e è vera e buona . E fe gli uomini, comechè la Virtù è rara e difficile , non operano in quella diritta guifa, non è però, ch’egli non doveffero così operare. E il Poeta infegna, non come comunemente fi fa, ma come fi dovrebbe fare tirando al migliore , e al più perfetto. S. Agoftino fopra il Salmo XXXIX. Difce amare in Creatura Creatorem , & in fattura fattarelli ; ne teneat te quod ah ilio fatturn efl , & amìttas ettm , a quo & ipfe fattiti es . Nella Icala un non fi ferma fu i gradi , ma cerca d’ andare avanti , finché pervenga al fomrao . L’ amore verfo le belle peritone è così (enfibile e naturale , che malamente fi può torre dal Mondo . Trattarlo teneramente e carnalmente , come i Poeti de’Gentili , a noi fi difdice ; appreffo a’ quali Gentili' pur fi trova alcun veftigio dell’amore dell’ Animo, fuperiore a quello del Corpo . Properzio: PLec fed forma mei pars efl extrema furaris : Sunt majora, quibus, Buffe , perire juvat. L’effere rapito dall’ Amore divino , non è fe non frutto di lunghe meditazioni , e di fervente pratica del medefimo : e richiede maggior maturità e fodezza , che non è quella della gioventù , nazione per 1’ impeto e per lo ipirito atta principalmente alla Poefia , il cui furore dall’ Amatorio molte volte è infpirato . Adunque per condizionare in meglio quella fiera-i, e univerfaie , e connaturale Palfione , e che da vifibili oggetti , e a noi fomiglian-ti, fi detta, e accende!! : non pare che redi altra via , che dell’ Amore civile , umano, onefto , gentile , Cavallerefco , Filofofico ,. o come il vogliamo appellare , e di mezzo tra’1 ferino e brutale , e’1 fublime e divino . Se la Virtù , diceva li buon Socrate , fi po-teffe vedere con gli occhi corporali , Negherebbe di fe fteffa , - ne’ petti degli uomini , maravigliali gli Amori . Quafi voleffe dire : Bella è la Virtù , e bella d’ una bellezza fuperiore a tutte quante le belle bellezze corporee ; e a quegli felici Intelletti fol nota , che fanno in lei Affare lo fguardo . Ma perciocché la fua bellezza non confitte in lineamenti proporzionati : nè in fuavità di co ore , e fiotto a i fentimenti non cade : per quello non trova amadori ; e molriffimi la corporale bellezza , che pure di dignità e di pregio non ha che fare colla fua , folamente van cercando ed amando . Non dovendo adunque la Facoltà Politica , a cui la Poetica , ‘ come particella di quella , è fottopofta e fubordinata, nè potendo flirpare 1’ Amore , indifferente cofa, ed equivoca , e che può effere, fecondo che è ufato , e buono e trillo , e bello e fozzo : dee con ógni induftria , e per tutte le vie poffìbili e opportune , correggerlo , temperarlo , e ordinarlo , e dirigerlo , e renderlo utile , o almanco meno dannofo . E una di quelle vie è 1’ arte della Filofofia , che preferive regole d’oneftamente amare , che loda i virtuofi Amanti e gentili ; i vizio!! , e i villani biafima j e la natura migliora, e raddirizza , e la Poefia le viene in ajuto ; e come fua Minlilra , i dettami di lei afcolta , e fatto ai dolce delle parole dà a bere giovevoli fentimenti . Che ' fe il Petrarca confeffa le fue opere effere fiate contrarie a quella piaufibile opinione , e del fuo giovenile errore fi pente : ciò dee effere un falubre ammaeftramento , per non s’ingolfare troppo nell’Amore , e d’ averlo fempre in fofpetto; perciochè facilmente , in vece di falire , egli difeende , e è un affetto di diffieil maneggio : ma non dee però fpaventare in maniera , che fe uno per giovenll brio , e per gentil vaghezza fi fente tratto a comporre in Amore , non poffa fpiegare con avvenenza e mifura catti infieme e teneri fentimenti. S. Agoftino ne’dot-tiffimi Libri, della Trinità alla fine del Lib. Vili riconofce la fcala di quefti tre Amori , del Corpo,, dell’Anima , delle caie fuperiori, ovvero di Dio, ravvifando in effe tre cofe l’Amante , 1 Amato., e 1’ Amore , che poi fono una ; perciocché ciò che ama , è una medefi-ma cofa con ciò che è amato ; e tutto quello è Amore . Laonde vi feorge una immagine , e un veftigio , e un’ ombra dell’ adorabile Trinità . Ecco le fue parole : Quid efl autem di-lettio , vel Charìtas , quam tantopere fcriptura divina laudat , CÌt" prxdicat , nifi Amor boni? Amor autem qlicujus amantis efl , & amore aliquid amatur . Ecce Tria funt , Amans , & Quod amatur , & Amor . Quid efl ergo Amor , nifi quxdam vita duo aliqua copulane , vel copu *