Della Perfetta 140 affatto Latini , crudi , e ofcuri , condannati dal Bembo ftefTo ( a ), e da altri Letterati parte de’ quali ha raccolto Benedetto Fioretti , 0 fia Udeno Nifieli ne’ fuoi Proginnafmi , e da’ quali certamente fi guarda oggidì chiunque ha punto ftudiata la Lingua Italiana . Più parfimonia , e maggior giudizio nell’introdur nuove parole, nuove locuzioni , hanno di-mo- fuoi dottiffimi Dialogi in difefa della Lingua Fiorentina e di Dante ftampati in Firenze , nella Giornata feconda , I vocaboli orridi in Dante faranno nell’ Inferno , e non nel Para-rad ilo . 1 barbari non faranno mò tanti , ne tanto infopportabili ; feminati con parca mano ; ne faranno privi affatto di quella grazia , che porta (eco il nuovo , e'1 pellegrino , . Scipiti faranno a quelli , che non anno fatto ancora il palato a quel gufto , e a quel lapore d antico . Orridi , e crudi faranno in Dante i vocaboli , quali fi convengono allo Itile Satirico. Oratio nella Poetica: Non ego inornata, h?' dominantia nomina folùm , Verbaque , Pifiones, Satyrarum fcriptor, amabo Inumata . Ecco i vocaboli orridi , lenza ornamento . Dominar...., . , —— anno balia tra ’1 Popolo , e autorità ; vocaboli propri. ; t« xópix éròpxrx x«l pnpxTx : ’ ’ " ■ .,jA__ -c c---------------—e’-tì--------e~ fenza ornamento . Dominantia . Ecco i vocaboli , che _ ---- , v »Ululila j vocaooil propri ; rx xupix aroiixrx xxi pi che talora quefta tanta proprietà fembra crudezza . E fono convenienti al Satirografo ( a ) Vocaboli di Dante condannati dal Bembo fleffo , e da altri Letterati . ) La Difefa di Dante contra’l Caia fi legge in una delle dottiffime Veglie di Carlo Dati , che degne farebbero della pubblica luce . E quanto al nominar Drudo della Fede S. Domenico , fi veggia il Redi nelle Annotazioni al Ditirambo ; e intorno al chiamare il Sole Lucerna del Mondo , 1’ acutiffimo dotto Caftelvetro . Che con moftrare Drudo lignificare nell’ antico fino e leale .Amante ; e Lucerna effere lo fteffo che Luce , danno a vedere , pericolofa cola effere il correre a tacciare un vocabolo , quando uno non abbia in contanti , e come fi dice , fu per le punte delle dita , il Linguaggio di que’ tempi . Così Agrume , che oggi fi piglia per Pomi contenenti agro , come farebbero Limoni , Arance , Cedri , Lumie , Melangole , e i noftri Cedrati ; nell’ antico era • Agli , e Cipolle ; e prefo era per quel che oggi dai forte fapore fi direbbe Fortume , Camangiare , che oggi è -lo ftelfo , che tutto ciò , che fi mangia col pane , e perciò detto Companatico , in Latino con voce Greca Ob- fioaium , anticamente era 1’ Erbaggio , 1’ Olus , olera ; ed .era così detto , quafi Mangiare del campo . Siccome Cafaggio , una contrada di Firenze , Campo del Faggio j Cama/ore ce-icbre ierra del Lucchcfe 9 (Zampo Maggiore j Careggi 5 Villa nobiliHìma antica della Reaì Ca‘a de Medici , ove que’ gloriofi e magnanimi riftoratori delle buone Lettere Cofirao e Lorenzo co’ Ficini , e con Platone , e colle Grazie , e colle Mufe , in compagnia villeggiavano , Campo' Reggio . Pappalardo , che oggi vai ghiotto , ( quafi da pappare il lardo, pirebbe alcuno ) preflo gli antichi valea Bacchettone dall’ antico Franzefe Papelare . Filippo Mouskes nella Vita di S. Luigi , fcritta in Cobbole , o Coppiette di verfi rimati all’ ufanza de Romani antichi , Germanici , Spagnuoli , Inglefi , e Franzefi , riportato dal du Frefne nel GloiTano, o vogtlam dire Teforo, alla V. Papelardus. Mais li Beguin & Papèlatt r , Furent encontrè d' autre part. Congiugne \ Papplardi co’ Beghini , così detti dall’abito bigio , eh’ effi portavano , de’ quali vedi nelle Clementine al titolo de Beguini* . E da quelli fi è fatto il Franzefe Bigot, e il,poltro Bacchettone ; E Berghinclla , definita nel Vocabolario femmina plebea , di_ bafta condizione , e talora di non' buona fama , e così detta , quafi Bcghinella , cioè picciola Beghina .Quelli adunque., che riprendono Dante pe’ vocaboli , che oggi non s’ intendono , e piu non ufano , mi pare che facciano , come quei molti moderni , da’ quali , fe-condo che rapporta Roderigo Fonfeca Portughefe , primo Lettore di Medicina nello Studio ci Pila ,. nel Libro de tuenda Sanitate , viene riprefo Galeno ; perciocché ne'Libri di quello argumento , cioè sript tov ùyieirxr. , ovvero di ciò , che appartiene alla parte della Medicina , che rreiervativa fi nomina , egli tratta di molte cofe , che oggi non fono più in ufo ; come tanti bagni , fregagioni , unzioni e efercizzj . Che prurito è quello di bia-hm.are tutto ciò, che non fi conforma co’noftri modi; e non avere punto di rifpetto per l’an-ticlnta : quali gli antichi avellerò a indovinare quello , che era per ufare in avvenire ; e ..1 clan io di defcrivere ciò , che ufavà a’ lor tempi , fi avellerò a porre a dipingere i noftri , che effi non conofcevano? Di qui fon nate le tante Critiche centra Omero.