-a OSSERVAZIONI PER LE CONTROVERSIE Torta la Scrittura fuddetta quello Titolo : Il Dominio temporali iella Sede Apofìolica /opra la Citta di Comacchlo per lo fpazio continuato di dieci Secoli . PofièJJlo confe'crata ad j.us pertinet Saeerdotum ; Levit. 21. Ma io non farò al fine di quelle Olfèrvazioni , che fi vedrà , quanto fia ben verificato un tale alfunto . Per ora mi aliarglielo a dirle, che del S. R. Imperio per quelli dieci Secoli fìeifi fu la Sovranità di Comacchio ; e che dallo Hello Imperio , e non dalla Se» de Apofìolica , il riconofce in Feudo da alcuni Secoli in qua la Sere-tfifs- Cafa d’Efìe . Il volerci poi qui ricordare le fagrofante parole del Lcvitico , farà a lei venire in memoria quell’altre , che le vanno avanci : Homo fi voverit domum fuam, <& fanftificaverit Domino 9 confiderabiti cani Sacerdos, Ü* juxta pretium , quod ab eo fuerit confiitutum, venunda? Fitur . Si agrum pofièjfionis fuae voverit, Ö* confecraverit Domino : venun-detur . E quello precetto ha correlazione colf altro fatto a i Sacerdoti e Leviti ne i Numeri (a) : Dìxitque Dominus ad Aaron : In terra eorutn nihil pofiidebitis , nec. habebitis pàrtem Jnter eos : ego pars , & hcer edita? tua in medio fili or u m Ifrael &c. Filii Levi nihil aliud pojfidebunt , dect-warum oblatìone contenti . Al che fi-polfono aggiungere P altre parole di Ezechiele Cap. XLIV. 28. E tale era il fifìema della Repubblica Ebrea . Io ben conofcendo , e detelfando nello fìelfo tempo le perven- ne opinioni di Arnaldo da Brefcia , confcitb con tutti i Cattolici , che fenza fallo fon leciti e lodevoli ne’ facri Mini Uri della Chiefa di Dio 1 Dominj temporali ; nè loro fe ne ha da invidiare il poffeifo . Ma nè pure a gli fìeifi Pafìorì ha da parer grave , s’altri vuol poifeder© ciò, eh* egli pruova dovuto a fe. fìeffo , e non alla Chiefa . Incomincia P Autore con farci fapere la voce fparfa in Roma con qualche imprejfione, dicendofi, che le ragioni dell Impero confifiono in aver data gl'Imperadori fino da novecento anni in giù le Invefiiture di Cornacchia alla Serenijfima Cfia d* Efie. Non veggio , che abbia mai prctefo la Sereniifima Cafa d’Efìe quella continuazione d’Invefiiture ; anzi il contrario appare dalle Scritture per ordine di lei pubblicate . Ma baila bene , che gl’Imperadori fempre fieno flati Padroni diretti di Co* macchio, e che ne abbiano difpofìo in favore degli Eftenfi , con aver* ne date loro le Invefiiture per molte centinaia d’anni, e aver fempre continuato a darle fino al giorno d’oggi . E che quello fia , fpero dì mofìrargfielo in breve. Segue a dire, non eifere certamente credibile^ che la Chiefa voglia avere quello , che non è fino, ma della Maefid deU'Im-peradore, alle cui Signorie tanto è lontano , che la Sede Apofìolica voglia miai pregiudicare , che anzi in ogni tempo ha procurato d'afiifierglt , acciocché maggiormente potefiè mantenerle &c. Ed io voglio credere tutto quello; ma chi non fa medefim amente , non eifere dall’altro canto uè pur credibile , che S. M. Cefarea voglia avere quello , che non è fuo ? Sicché il punto ora fi riduce a Papere, a elfi appartenga, o not> appi] Gag. ¡eviti, 20. & 2g„ v