sj )3*E me un* ingiuftizia : perchè alcuna non ve n’ h* che renda più caro per quefti medefimi proprie-tarj il prezzo dell’ induftria nazionale . Egli è imponìbile di proccurar loro la ficurezza , 1’ ordine , la tranquillità eh’ eilì bramano in feno de* loro comodi f?nza iftituzioni politiche , che mantengono la popolazione e la ricchezza pubblica; e le più dolci, le più moderare iono le leggi proi* bitive , quando iian contenute ne’ limiti ragionevoli che fi ollprvanp in Francia t Per mantener 1’ armonia fociale per aiiìcurare tra tutti gli abitanti di un Regno quefti rapporti cotanto neceflàrj al ripofo ed alla potenza delle Nazioni j iì potrebbe certamente efigere qualche leggiero facrifizio dai felici cittadini, che poftèg-gonp proprietà tanto vafte , e che diipongono di tanto fuperfluo ; h^ftanti privilegj fon loro ri-ferbati ; ma le leggi regolano ancora con attenzione tutt’ i lor gufti ; non iì, vieta giàfimmif-fione de’ beni, de’ quali il Regno è privo* iì mette foltanto oftacolo all’ introduzione degli oggetti di lufto , o di capriccio, eguali a quelli che iì fabbricano in Francia. Come fi può non cono-icere che fon quefte iavie leggi conformi a tante altre, che regolano il concorfo di tutte le particolari alla generale felicità? Si loda il Monarca quando fa fortificare una Piazza frontiera , quando mantiene iolda-ti e marinaj per la difeia dello Stato, quando taflà impofizioni neceiTàrie a quefte fpefe ; e come potrà biafimarii eh’ ei vegli nel tempo ftelfo circa ie leggi, che mettono il Regno in iftato di prov-