-&( III )» « de* tempi, che mi ha moÌTo ad offerirle queAa piccola mia fatica. Ho fpinto curiofo il guardo ai fatti della mia Nazione rii petto al Commercio, e lafciando di feguirne le ofcure traccie in que’ tempi ne’ quali eilendo le fue operazioni un eco dell’altrui Leggi, e dell* altrui Politica , farebbe flato lo fteflo che fcorrer la Storia di que’Popolt da’ quali fu dipendente , ho cominciato a riguardarla da quell’ Epoca rimarchevole per venute di Popoli lontani, e per fondazione di nuovi Imperi , epoca per lei troppo memorabile nella quale cominciò a piangere 1’ infelice dono fattole dalla Natura di abitare la più bella parte d’ Italia. Chi sa che voglia dire Commercio, e no’1 confonde col rifulta-to di quell’ urto che nafce dal cumolo de’ bifogni , e dalla fomma delle forze inegualmente divifa, effetto neceifario di ogni alfe «libramento di uomini con uomini , e perciò di tutt’i tempi, e di tutt* i luoghi, conofcer'a che quefto non refi-fte ai lampi dei ferro conquiftatore. Il a 2 pu-