350 RAGIONAMENTO XX. ranno le tavole , che lo ricuoprono , c rammenteranno le converfioni, che in elio fi fecero di tanti Secolari, i quali a* piedi de’ làgri tribunali vomitavano le loro Icelleratezze , e ne ritornavano giuftificati ; quando eglino Icmpre più pertinaci nei peccato, e nella intenzione di voler peccare, ardivano, chi fa ? infinc^d' introdurre nel Santuario le oleenità , di avvicinarle a’lagri altari, c di veftirie di ahi tranche divini. Parleranno le pietre; lapis clamabit ye diranno le chiamate , che lor fece Iddio , e eh’efsi conifcortcfia la più villana,non come uomini di Tua cafa , ma come nimici della fua corte , le ributtarono con temerità. Rìfpon-deranno le legna ; lignum refpondebit ; e racconteranno le loro repulfea tanti inviti della Graziala tante illuftrazioni dello Spirito Santo, a tante paterne correzioni de’ Prelati, a tante fraterne ammonizioni de’ Confratelli, a tanti avvitì degli Amici, a tanti rimproveri de* Parenti ; E al fine che dovrà poi fare Iddio ? Iddio farà con efsi ciò, che fece con Faraone, duro anch’egli, oftinato, com* efsi fono. Iddio fi dichiarò ; Ego indurabo cor Pharaonis. Eglino vogliono eflèr duri ; il Ciano,io fteflò indurerò il lor cuore. Ma come ? Udianlo ss^deTcni’ • Non aliud intelligi voluti , nifi ego fu- porc. fpendo plagas, & flagella , unde eumper indulgentiam ’ meam contrame obdurari permitto. Ah miei cari, mici amati, figliuoli, e fratelli, e non tremate,e non piangete, in udir tanto I Iddio per punire gli empj Sacerdoti, li profpererà, li feliciterà, li confiderà ; fara loro confcguire quel pofto, a cui aspirano ; farà loro godere quella grazia, che tanto prezzano ; farà loro ottener quel guadagno, che tati-