jt4 RAGIONAMENTO XVIII. avvililce il decoro ? 'Zelus domus tua comedit me ;di* Piai. 63. v, Cea il real Profeta ; non domus mea , ma domus tua. Sì, perche il zelo della fua reggia le il toccava, quella della cafa di Dio l’abbruciava. Ma che dico, Cala folamente di Dio ? Ella è pur’ auche cafa no* ftra. Noi in quella cafa facciam figura sì lumino-fa di Principi ; Gonftitues eos Principes-, e perche non cuftodirne il decoro ? Noi in ella fiamo gli Amici più favoriti, che abbia Iddio nella fua Corte; Niwis honorati funt Amici tui Deus ; e perchenon curami l’onore ? Noi in quella cafa trattiamo tutto dì alla domeflica con Dio, l’abbiamo tra le mani in eia-fcun giorno, Pabbiam nel petto in ogni mattina; noi viviamo delle lòftaifze di quella cafa, ci onoriamo colle preminenze di quella cala, godiamo le immunità di quella cafa . E perche dunque non farà ella ancor cala nolìra ? E fe è cafa noftra, perche non parlare, perche non muoverli, perche non rifentirii, quando ne veggiamo perduto il ri-fpetto, avvilito il decoro , oltraggiata la maeftà a E dov’è la fpada di fuoco, che Iddio pofe nelle no-ftre mani, come di tanti Cherubini Cuftodi, per guardar dall’acceflo licenzioso di tanti Adami prevaricati quello’terren Paradilo ? Sugli occhi noftri veggiamo Adoni, che amoreggiano, e Veneri, checorrifpondono ; e tutto ciò a villa de Pagri altari , ed alla prefenza del grande Iddio, alle volte anche efpollo alla publica adorazione lotto le Spezie fagramentate. E noi, come le l’ingiuria noju folle nollra, tacciamo ? Avanti a noi non fi vergo-gnanoLaici licenzio!! difturbar fagrifìzj con profani ragionamenti, impedir falmodie con infoienti peitufbamenti, confonder le pie funzioni com, vane