295 RAGIONAMENTO XVIL quali fa perder di viltà gli fcandali, che lon tia le piazze, quando comparifcono gli fcandali tra gli altari. Non fi parla delle tirannie de Principi , delle licenze de’Nobili, delle fuperbie de Glandi; fi tace della sfacciatagine delle donne , della difo-neftà de’ giovani , della oftinatezza de' vecchi ; fi. lenzio profondo di quanto fi fa di male, e fi fa anche con folto, nelle corti, nelle campagne, nelle pubbliche tirade : E fol tanto fi parla, e fi ferivo, fi mormora , e fi critica, di quanto fanno uomini, che lòn della Cala di Dio, e perciò debbono efìere Santi per debito, modelti per iftituto , cir-cofpetti per grado, gravi per dignità, ritirati per difciplina , ferj per efempio, compolti per edifica- Habi’ej" zione • vitulus aureus in Bethel fecit , ut ille al- v.r An-ì. ter , qui erettus fuerat in Dan , abiret in oblivionem , dllc,z-aut minor in eo videretur ejfe deformitas, maxime enim à dignitate , & munere ingravefeitpeccatum ; & idcircofuper Sacerdotumfeeler a plorandum maxime e fi. Cari , ed amatilfimi miei Figliuoli, deh non tacciamo , che Iddio fi vituperi per noi, che il Proffimo fi perda da noi. Siamo almen modelli nel fare il male , fe non vogliam’ eflère continenti a non far* lo . Se non abbiam lantità, abbiamo almeno cir-cofpezione . Vorrei dirvi ,che fe non avete virtù, fingelìe almeno di averle . Ma nò, che quello farebbe perfuadervi 1’Ip* pocrifia . E I Ecclefialiico Ippocrita io l’ò pur’an-che per un fagrilego perfecutore di Cnfto. Duo forti di Perfeeutori a Grillo, dice il Venerabilc Bada ; una e di quelli, che perlèguirano palefamente, e quelli fono gli Scandalo!! ; l’altra è dì coloro, che perlegmtano occultamente, e quelli fono gl’ lp-