AL CLERO! . sii j/ttta Martha aitata reprefentat aclivam^qu^ propria Secularìurn efl in quibus non mirum eft » errores effe “l corrigendos , quoniam minus de Deofàpiunt, minus ad v.i.d«Ìòt! ipfum accedunt : At quod idem defettus in Maria inve-niatur, cujus precipua occupatio efl, ad pedes Qhrifli effe t paffim eum audire, ab eo internas accipere confo* lationes , hic , inquam f error gravijfmus efl, & quem ita agrefert Deus , ut vehementer doleat > & pro illo ploret ac turbetur. Oh Sacerdoti, voi che dovevate <àfciugarc le lagrime di un Dio, addolorato dalle colpe del mondo , voi le provvocate i Voi, cho dovevate placarlo , voi F irritate 1 Voi, che dovevate confolarlo, voi l’addolorate 1 Potefsi almeno fperare la voftra emenda! Potefsi almcn credere, che conofccndo voi la gravezza de* voftri falli, vi difponcfte a deteftarii ! Potefsi infin lufingarmi, che paventando voi? atrocità de’voftri gaftigbi , rifolvefte piagnerei trafeorfi errori, ed acquiftare quelle virtù, cho fon ptopic del voftro ftato, dei voftro grado 1 Pia-ceflè a Dio , che così folle 1 Ma fortemente io terno , che così egli non fia ; e né temo, perche fo, che fe il Peccato degli Eccicfiaftìci è grave , come fu quel di Lucifero nel Cielo, è altresì oftinato, com’ è quel di Lucifero nell’ Inferno. E per g'tufti-fìcare i mici timori,offer vate,che fe vien la Pafqua, il Secolare fi riconcilia con Dio, e muta vita. So occorre una Mifsione, egli fi ravvede, fi pente, e prende ftrada migliore, per mettere in ficuro 1’ affare più importante dell’anima. Se foffre una infermità , una prigionia ; fe vede la morte di un’ amico, di un congiunto ; fe fovragiugne un tre-ayjoto, un contagio; egli penfa a cafi Tuoi, fa pe- Par.l, Xx ni-