AL CLERO.1 347 ricoperta del mio amore, perche tu, involto tra_> tue catene , ti raccordaci degli amplefsi amorofi delie mie braccia. La perdita , che piangefti nelle tue tenute, nelle tue rendite, fu ftratagctnmau gentile della mia pietà , perche tu, perdendo la_j terra , ti rammentalsi del Cielo, e fpèrimentando vani gli ajun degli uomini, ricorrcfsi al parrqci-nio di Dio. £ tu ancor duro nell antica oftinarez-za, no» cognovifti me, non cognovifthne I Non dirà 2KuP;ai>« dunque bene Roberto Abate,e’i ditìin nome mio, Tthbaé’ dice Iddio. Ego Dominusid? no» e ft amplius-, extra me v. 9. tton eft DeUi. S«r<ù aure fratenvtrtyrus. 7 iì\.‘ Ed ora intendo ciò, che dieta $ più col pianto, che colla voce, ilGrifoftomo. Alii enim fifepc ^3^'-delinquant,foffiwt tamen ad veniam pervenire. Pot Macth. fon gli altri ottener perdono, come che delinquano , e foettò, e molto . Sono Scolari, che errano ; come Con facili ad errare, altresì fon difpoftiad emendarli. Sdn^anciuLli, che cadono ; conio fono labili a cadere, fono anche pronti a riforgere. Sono Uomini, che fallifèono -, come fon frali a fallire , fon pure apparecchiati a pentirli. Ma gli Ec-clefiaftici ion Macltri ;t -Iddio vi guardi degli errori de’ Macltri, o non li conoicono, o li manten- gono . Echcdpcranza vi'può eflerdi emenda-? Sono Adulti, e le cadute degli Adulti fon precipizi , da cui rade volte fi fuol riforgere ; perche non fogliono efsi cader nel piano, come cadono i fanciulli , ma ne* dirupi, ove è inevitabile la morte . E quale fperanza di riforgimento ? Sono Angeli, ì quali, o non fallifcon mai, o non fi penton mai. Inflefsibili di volontà non fi credon capaci di errare , ed errando > anno a vergogna il confettare di X x 2 ave- ì