344 RAGIONAMENTO XX. accedit ; quoniam Aterni? tradetur tormentis . Nullus igitur communicet , nifi ex Difcipulisfit . Nullus impuro animo ,ficut}udas,panem 'ccelefiem ajfumat, nefimili^ patiatur. E che maraviglia poi, le Iddio fé ne Sdegna , le ne lamenta, infin ne lagrima , e nc fofpi„ ra ?Si porta Crifto nella cala di Lazaro , ov egli era già morto, edera ancor fepellito. Alludit cenno di fua venuta, fi alza Marta , e gli va incon-tro j e come addolorata , ch’era ella, con fenfi dettati più dalla lua pena , che dalla fua fecìc , cosigli Joan.n.v.dice . Domine^ fuijfis bìc , frater meus nonfufifi mortuus . Parole di fede non ferma , ma dubbiofa, e però non di chi , addottrinata nella Sua fetida, tyran.ibf.dovea effere tutta fede. Così il Lirano, Imperfetti credebat -, quia videtur innuere , quod non poffèt Qbri-fius tantum abfèns , quantumprffens . CriSlo ce dilsi» mula l’errore , e consolandola, più che riprender dola, fa Sperarle il prossimo riforgi mento dell* cftinto fratello . Refurget frater tuus, Indi, avvi Sata da Marta l’altra Sorella di Lazaro Madalena, fi alza anche quella, donde flava fedente , e piangente ,e fi avvia alia volta di Crifto, al quale fa pur’ anche l’inconfiderata propofta di Marta . £)