316 ragionamento xviil fangue. S. Progetto*, Vefcovo, di Arvcrnia, per voler difendere dalla prepotenza di Ettorre, p^ trizio di Marfeglia, alcuni fondi deila lua Chiefa, fù da’Parteggiani di guelfi privato fagrilegamen* te di vita . E per corona di tutti, il grande^ Arci-vefcovo di Canturberì, S. Tommafo , lafciò anzi il vivere, che il foftener la libertà di quella Chiefa, che a lui era fiata commefla ; e avendo per pre. ziolò il morire, lafciò a’ Prelari quello falutevol ricordo, che non fi dee aver timor della morto, quando fi muore per la Chiefa, e per Dio . Da voi, miei Carifsimi, io non pretendo tanto ; ricerco almeno, che non lafciate in abbandono le tenute delle voftre Prebende ; che non facciate con effe, come fanno gli Affittato^ ingordi, fucciandone quanto ne poffon di fugo, e non diffondendovi neppure una fi illa di umore j che vedendole ufhr-pate da mani fagri leghe, voi non offer viate filen-zio, o per convenienza, o per genio, oper codar-dia . Moflrate zelo, come ben fapete inoltrarlo, quando altri, o ufurpa, o tocca, o pretende, fon-di, ragioni , capitali di voftra cala . Efe nò, lappiate , che Arrigo, Vefcovo di Spira , per la negli.’ genza ufata nel conlervare i beni della fu a Chiefa, e per la fu a troppo rilaffatezza nel difsiparli, fu da Dio privato repentinamente di vita, con un colpo improvifo, che il feri fortemente nel collo. Sappiate, che a Riccardo, Arcivefcovo di Can* turberì, Difsipatore ancor’egli del Patrimonio di Criflo, fu dal medefimo Criflo intimato. Tu difsipatoai i beni delia mia Chiefa , ed ioftirperó te dalla terra ; ed affa minaccia ièguì il gaftigo. Sappiate,., Ma che occorre fufcjrar memorie an*