3oS RAGIONAMENTO XV1IL tra Ifare allora con Dio ? E potrà operare un por-tento di tanti, che ne opera in Chiefa? E potrà giovare al proflìmo, che a lui ricorre per ajuto , come l’ajuta, ed il follie va in Chiefa ? Fu prefen-tato agli Appoftoli un Giovinetto, tormentato da mal caduco, perch’ eglino colle loro orazioni il rifanaflero. Si pofero all’opera gli Appoftoh ; ma tutto fecero in damo ; poiché dopo molte fatiche, oftinato il male non lafciò mai di affliggere il me-follino fanciullo . Prefo rifòluzione il Genitore di farricorfoa Crifto, come fece, ed il pregò, perch* egli colla fua divina virtù gli rifanafle il figliuolo, che fano non gli avean poruto dare i fuoi Difoc- Macch. 17. polì , obtuli, cum Difcipulis tuis ? & non potuerunt curare eum. Che non di Uè allora il rammaricato Maeftro ? Dunque le mie prom elle , fatte a mici Difcepolijdi dover’ehi operare maraviglie, fi-mili a quelle , che opero io , ed anche maggiori, fi crederan vane , e fende impofoure , dacché i miei Appoftoli non fon da tanto* che pofìàn curare un leggenffimo male ? Dunque fi renderà {ereditata tutta la mia fcuola, non ritrovandoli in ella nep-pur’ uno , che abbia virtù da comandare ad ino piccol morbo, che parta , e che da quefto fi polla vantare ubbidito? Dunque tuttala Chiefa mia», non potrà cacciar’ avanti un folo, che fi polla inoltrare imitadoredel mio potere, leguacedi mia^ virtù, erede del braccio m io ? Et obtuli eum Difcipu^ lis tuis, & non potuerunt curare eum ? Nò , nò ; nulla di furto quefto dille il di vin Redentore . Sapea egli bene da quale parte provvenifle il difetto j e come che lapelie non eflerne la cagione la poca fede degli Appoftoli, non velie però pubblicare, che ìiu ve-