3io RAGION AMENTO XVIII. voftre ftanze, prefumono aver ficurezza a profe-guire i lor misfatti, ad aver rifuggio per mantenerli. E allora potrete ftar certi di poter vivere con Dio . Qual tempo avere mai da trattar co tu Dio nell’Oratorio , ove vi proli rate, nel tavolino, ove leggete, nello Icrirtojo, ove fcrivete ; quando tutto il tempo vel rubbano i Refendarj,! Goccioloni , i Taccolini, i Truffatori, i Ciarlatani ? Nella ftefla Chiefa fe voi operafte in quefro modo, purecontaminarefte e voi ftefsi , e la Chiefa. Or che farà nella cafa ? Comandò Iddio nel Lenitico, che in ciafeun’ anno fi purificafie il Tempio da. quelle immondezze, che avefTe potuto per avventura contrarre, o perla concorrenza de’Popoli adoratori, o per i’amminiftrazione de’ Leviti de- tev. 16. v. Putaà . Expiet Sanctuarium ab immunditiis filiorum • Ifrael, & aprav-aricationibus eorum , cunftifquè pecca- tis . Dunque ancor negli altari s’introducono ab-boniinazioni , quando i Popoli fon troppo hceti-ziofi, ed i Leviti fi moftran niente zelanti . Onde vi èbifognodi lavande , perche fi rinettino le lordure , e di mondificazioni, perche fi difcaccino le fporchezze . E che farà nelle cafe, ove la licenza farà più baldanzofa , ed il riguardo men rifpette-vole ? Ove la famigliarità de’ Domenici, la con- fidenza de’Congiunti, l’interefi'e de’ Dipendenti, renderà condonabile ogni tra/porto, e plaufibde Cajetan ancora cSni baccano? Udite il Cardinal Gaetano, hic. Panqnarn pollutum non fiolum ab immunditiis legalibus^ feda gravioribus peccatis reputat Deum Sunii uanum funrn ex hoc > quod.efi in medio- eorum tanquam immundi fi# peccata filiorum ifrael redundaverint in domurn Pei: fropterea cnirn fernet in anno fatuity mun- dam-