alla meta prefissa, vedressimo subilo eli bel nuovo anche noi cessare l’affliggente spettacolo della pubblica mendicità. Prima però di entrare in materia sarà bene il volgere un’ occhiata al complesso di questa , il considerare i prineipj su i quali deve fondarsi un’ istituzione di carità ; le difficoltà inseparabili da una tale intrapresa, ed il dimostrare finalmente che queste difficoltà, sebbene gravissime , non sono però insuperabili. Quel grado di povertà, che non permette più allo sfortunato, che vi è caduto, di procacciarsi le cose più necessarie alla vita senza l’assistenza del pubblico, è senza dubbio la piu grande di tutte le disgrazie, come quella che viene mai sempre accompagnata dal dolore, dalle infermità, dall’umiliazione, e dallo scoraggiamento. Questo è d’ altronde un male incurabile che i rimedj ordinarj non fanno per lo più che inasprire maggiormente. L’ unico alleviamento, di cui esso sia capace, non può trovarsi che nelle tenere cure di una vera benevolenza. Questa sola può calmare le angoscio di un cuore lacerato; questa sola può temperare l’agitazione di uno spirito irritato dalla miseria, o reso feroce dalla disperazione. Dal che ne deriva che non v’ è legge, benché savissima, la quale possa da sé sola provvedere efficace-