6l CAPITOLO SESTO* F^ifollone degli obbietti. §. C I X. SI crede adunque col primo obbietto , che la re-« golazione diftruggerebbe il commerzio, perchè li mercanti dello Stato, che eiltano le loro manifatture y e prodotti negli Stati efteri,, ne’quali la valuta è più alta , non potendo fpenderla nel proprio Paefe, perchè proibita, o perchè ribaiiata di prezzo y farebbero cottretti ad abbandonare li loro negozj. primofobbfÌttoC.al Si rifponde, che effendo la moneta mifura, e vaioli prezzo delie re di tutte le cofe. §.i., il prezzo di queite deve u- iobe deve unifor- •/- r n * A x marfi a quello del-miormaru alla moneta. iemonete. Per fpjegar più chiaramente quello Pentimento, fa- remo cosi. . Tizio, di. Brefcia porta a Milano le fue ferramenta , oppure un mercante milanefe viene a fc”noecrefceràre’ cornPrarle folla fora di detta Città . Se il Brefciano coii efteroiiprez-deve incaifare a Milano il. zecchino a lire vintidue e fura del prezzo mezza, col ragguaglio della moneta veneziana, che in S“ta fo' Brefcia non correrebbe colla regolazione fe non lire diecifette circa, qual danno mai rifornirà in crefcere lire cinque, e mezza per zecchino il valore della fua ferramenta? Nè dica già, che il Milanefe reflerà di comprarla per. detto accrefcimento, mentre faprà ben egli, come rifariène nella, vendita; e quand’anche vero. folle,. che il mercante milanefe foiie per abbandonare-la fiera di Brefcia per andarli a provvedere delle. manifatture, e prodotti brefeiani in altre parti, lo che non è potàbile per; tanti, riguardi,che non fi fpie-gano ad: uno ad uno, per non render queil’opera più tediofa, e perchè fono noti agl’ intendenti di commerzio, e di, Governo ; ciò non ottante; converrebbe -e; alli Brefeiani , e alli Milane!! in grazia del bene della maggior parte dello Stato veneto aver pazienza.. Ma: non faremo mai in quello cafo , mentre il. com--