Il Capitolo fecondo. E’bensì esgìon innocente, e lagri-mevoje 1’ igno-lanza de’ poveri, fhe ricevono ]e inonete alterate. Se fapelfero detti poveri come la cofa cammina, non procederebbe il difordine all’eftre-aiitì. §. x l v i. Cagion innocente di dette alterazioni è bensì Y i-gnoranza de'poveri rullici, di alcuni'artigiani, e delle perfone femplici, che non fapendo gli artifizj de' trafficanti predetti, anzi ad eifi predando cieca fede, ricevono in pagamento delle loro tenui mercedi le monete alterate , e bronzate : da quella ignoranza provenendo poi 1’ impune progreflo di tali dannati traffici. Oh ie faper poteffero i poveri, che formano il maggior numero delle Città, d’edere compofte le grandi ricchezze di tante famiglie de’negozianti > del fan-gue, che fu loro fmunto colf alterazioni delle monete , allora sì , che fperar fi potrebbe la rimozione di una gran parte delle cagioni delle alterazioni antedette . Quello fentimento non è efprelio già per commovere i rullici, ed i poveri artigiani contro gli autori delle alterazioni; mentre non fapendo elfi nè leggere, nè fcrivere, non ne faranno informati; ma è diretto folarnente per rifvegliare nell’animo di ognuno la cognizione della verità, onde fi rifolvano una volta di obbedire le pofitive leggi de'loro Principi, fondate anco in rapporto alle monete fopra il jus naturale riconofciuto da tutte le nazioni. §.xxxix. XLVI.L unfoiopermt- Perchè troppo diffufa render fi potrebbe l’efpofi- tigl efempj iun li . .. A A , r i rr dai piuai meno Zìone di quello capitolo, le tutti gli artifizj, che formano le cagioni delle alterazioni di dette monete e-nunciar fi voleflero;di un folo, che per altro è fatto vero, e noto, e che fembrar potrebbe innocente,perchè palliato induitriofamenre, le ne farà la narrazione ; affinchè levata qualor farà la mafchera a quello pre-teilo , e fimili, facile farà poter riconofcere la mali- Avveder il dovrebbero li trafficanti del gran male, che apportano, per aftenerfene in avvenire .