F^ifolwzjone degli obbietti. 6 j Si rifponde a quello fecondo errore peggiore del primo. Che non è quello, fe non un fogno di quelli, che preoccupati dall’illecito guadagno delle monete , che non poifono eifer confederate aifolutamente come merci §. xxv.) vorrebbero poter continuare il dannato traf. fico delle monete. Sono primieramente invitati li Signori opponenti a dire, perchè la detta fuppoila felicità di commerzio, e de’Popoli non fia fiata intefa mai prima d’ora, nè fecondata poi dall’univerfale de’Governi, e delle piaz* ze di buon commerzio. Perchè finalmente dalla comune degli uomini fia* no fempre fiati riputati infelici, e poveri quegli Sta* ti, ne’ quali la moneta ha maggior valore. Dicano in oltre fe fia vero, o nò, che fempre per quanto è creiciuto per qualunque motivo o il valor intrinfeco delle monete, ovvero la loro valutazione e-firinfeca, fianfi per altrettanto diminuitele facoltà del* le nazioni, e fi fiano accrefciuti li prezzi di tutti li generi, con danno dell’univerfale commerzio §. lxvi. Confutino parimenti, fe gli dà Vanimo, quanto anno chiaramente efpofto a nome di tutti li mercanti della Piazza di Venezia li fiioi fp. fp. Capi, dicendo §.lxvn., §. cxxv.,-§. cxxvi., che per quanto vien alterata la valuta , rimane offiefa la moneta reale, nafcendo in tal cafo con la naturai fua compofizione di valor rea* le 1’ aggiunta di un’altro valor ideale , e che avendo la moneta un’indifiòlubile relazione col commerzio, fi vanno le di lui fofianze convertendo in aumenti di apparenza, e che per quanto più fi va girando il negozio , manca al medefimo materialmente la moneta, e le gli accrefce fidamente l’opinione, derivando da ciò, che fi raffreddano li negozj , e che rallentano gli e-fieri la miflìone delle mercanzie per l’alterazione, che è fempre in moto col dubbio, che fi accrefca, e che aumentandoli finalmente in proporzione della moneta li prezzi di tutte le merci diminuifcono li confumi. I Di* Effere un fogno, ovvero un’artifizio di chi vorrebbe poter continuare il dannato traffico delle monete. Effe re formato nell’obbietto fteffo un contradittorio. Si dimanda, perchè non fia mai prima d’ ora fiata intefa, nè efeguita la malfimaefpofia. E perchè il fatto mofiri il contrario in tanti paefi , no’ quali è alta la moneta. Sono eccitati a confutare non l’opinione,ma il fatto addotto , e com- firovaro dagli fp. p. Capi della veneta Piazza.