Corollarioy e conclufionc ec. 105 Tornando poi al proposto,!! riflette, che Tacere feimento, che ha fatto il valore dell’oro, e dell’ argento in malfa , come merce, Specialmente dopo lo Scoprimento del nuovo mondo, che tanta maggior copia ne ha introdotto in Europa, Sa provenuto da u-na, o da un’altra cagione, poco importa alle meditazioni di chi tratta in SenSo pratico quella materia. Che a cagione dell’accreScimento de’predetti metalli, Sano flati accrefciuti li prezzi di tutte le cofe , quelto è un male comune, che non può avere alcun compenfo. Ma che Sopra T accrefcimento del valor eilrinfeco dell’oro, e dell’argento monetato, che ha fatto aggiungere al naturai accrefcimento del valor delle cofe la ragguardevole Somma di vintinove per cento , che è certamente un male comune, che può facilmente eifer Sanato con la conveniente regolazione, e che produrrà beneSzj inefplicabili, tanto a ricchi, quanto a poveri, Sano da confultarS li Matematici, li Giurifcon-fulti, gli Antiquari, ed altri dotti Letterati, quando eifi pure fono Soggetti, come gli altri uomini, ai pregiudizi di fantaSa, che abbondano, piucchè in altri , in quelli che danno itudio all’affare delle monete,piut-toflo che li mercanti,di quel genere però, che per T efperienza de’loro cambi, e negozi, veramente T intendono; non Sarei mai per persuadermene, come per altro Sarò raifegnatilfimo in rimettermi. ChiudeS Snalmente il ragionamento con quella ftefsa proteila, con cui ebbe principio, cioè di non averS in-tefo di dar regole, nè precetti nel punto di detta regolazione, ma Solo di efporre penSeri derivati dalla cognizione di alcune ragioni Sempre ammeffe , e da fatti , che a tutti poffono eifer noti, con protetta di prontamente ritrattare quanto non Solfe da’Superiori creduto convenirS alle proprie Zecche ; Sperando per altro, che ne’refpettivi modi , che a talune polfono eflère relativi, Sarà data dalle medeSme la proporzionata riforma alle proprie, ed ettere monete ; facile O efsen-