18 Capitolo Primo. §. XXXV. Crede il Popolo Sopra de'predetti veglioni, tanto d’argento di baiTa dief!£rSu«-lega, quanto di femplice rame, non farà forte inutile quelli6 ds> afg“nto Spiegare un’equivoco delle genti, che credendoli di poflbno eiTer di- valore immutabile, femprechè temono qualunque re-muium di valore. ^ojaz-one ^ monete ^ ne fànno le inchiette , fenza avvederti del loro inganno , mentre per effetto delle inchiette inebetirne s’aumentano le alterazioni delle monete nobili , e ti fomentano le introduzioni de’fo-rettieri veglioni, fempre con danno de'Popoli. §. XXXVI. fainelaìcgoÌazio! Etfendo però nella poteilà de’Sovrani formar quelli c le leggi^ che più loro piacciono, intorno le monete , fempre con l’oggetto del comun bene, potlòno per fargli ufcire agli uti, cui fono desinati, promulgare 1* editto, che non ti potfa più fpenderne ne’ pagamenti grotfi per la fomrna di dieci per cento, e che al tempo, in cui feguirà la regolazione delle monete, farà fatta la riduzione del valore di detti veglioni; come per efempio nel modo feguente. riducendoli da Li veglioni veneti d’argento , che valutati fono in £.15f-°8. e 4*.in Patente ioidi trenta, quindeci, dieci, e cinque, poffare che «m mi tra nno eifer ridotti a toldi vintiquattro, dodeci, otto* jnezzo il aprano le -*• J J * inchiette. C quattro. §. XXXV I L e Umilmente iì Li foldoni, c bezzoni poi parimenti veneti non do-no fpendeni più in vrebbero aver piu corto alcuno in facchetti, benché m££c“tidi'rfból ginftiJ ed in cafo di periìftenza, potrebbero efler re-mento,cioè di nuo- boati lenza fonderli, vai a dire con levarvi l'antico im- vo impronto, pri- . 1 J _ ma di sbandire pronto col martello, e reti più Lottili, per tanto che pronto vecchio" non reftino deformi, fe ne potrebbe levar quella fola quantità, che eifer potette fufficiente a fupplire alla fpefa