*44 DISCORSO SUL FÌNE conforzio degli altri uomini è iemprfi il più piccolo e il più debole degli ef-feri mondani : e poi , che la prima e la più gran ricchezza e potenza di qualunque Stato , ed in confeguenza de’ricchi e potenti di tale Stato, fono gli uomini che lavorano, e fpezial-mente gli agricoltori , ed i pallori : i quali perchè per noi fudano e ilenta-bo , la ragione infieme ed il noilro intereiTe efigono , che liamo con elfo loro umani , caritatevoli , e qualche volta ancora generolì. Il fecondo mezzo è in mano a quella parte degli uomini , la quale è fiata chiamata alla più nobile dignità di quelle, che fono ordinate al governo delle cofe umane, qual è il Sacerdozio . Perciocché fe noi dopo le cure del noilro principale fantiiTìmo dovere voleiìimo quelle cofe apprendere, le quali fono necelfarie a rifchiarare i no-itri contadini , ed ardili nell’ ufo de’ loro meilieri, ed a fapergli animare alla fatica } noi potremmo apportare altrettanto utile a’ comodi delia loro, e noilra vita temporale, quanto fiamo obbligati cercarne per la ipirituale , e Corie anche per l’una, e per 1* altra j