DELLE SCIENZE. 215 Iddio ci dia miglior mente , con piccola fatica riportar tra di noi quei te-fori, che loro le terre non danno che a prezzo del loro fangue , o del fan-gue di coloro , che eiTendo della me-defima famiglia degli uomini, ed aventi un principio medefimo ed un medeii-mo fine , noi riguardiamo tuttavia e trattiamo come animali in niente differenti dal refto de’ bruti. Il Clima è il più beato, eflendo poi!» tra il 40 e 41 grado della noftra latitudine j e sì per* li mari che ci circondano, per le pianure e per li monti temperato* che nè eccedivi freddi, nè eccedivi caldi vi regnano giammai. Ed oltre a ciò il cielo è più tolto abbona dante , che icario di. rugiade, di piog-gie, ef, di grafie et feconde nevi . Io credo,, che ;Giove coll’"altra infinita turba de’ favolofi Numi Greci elefie abitar full’ Olimpo,; perchè non avea veduto più in qua di Creta fua culla . Un popolo ifiduftriofo, e che non iol© amafle la fua grandezza e la fua felicità , ma che fapelfe bene amarla , potrebbe egli fingerfi un fuolo, ed un clima più felice ? Ariftotile dice , che il bene è quello, che tutti defiderano,