204 DISCORSO SUL FINE come a certiftìmo teftimonio. Che occorre memorar le antiche cofe ? II vide l’Italia noftra , quando il grande Alfonfó re di Napoli, 1’ augufta cafa de’Mediei, la magnanima d’Elle y e la fereniftima repubblica di Venezia amarono, e pro-telTero le belle arti e le feienze. Pon-tano , il noftro Platone : Michelangelo Buonarroti , I’ Apelle iniìeme ed il Fidia d Italia : Ariofto , l’Omero : e Galileo , il noftro grande Archimede , coll’ infinita nobile e gentil turba, che gli fisgirono da predò , faranno gli eterni monumenti della magnanimità di Alfonfò di Cartiglia , di Lorenzo de’ Medici, del Cardinal d’ Efte , e della iàggia repubblica di Venezia. Che più ? I noftri poderi, quando rifletteranno che il cor io delle umane co fe è lungo e tardo , forfè non crederanno , che la pulitezza e la gloria di tutte le arti e di tutte le feienze , il commerzio, le ricchezze, e la potenza della Francia, e della Mofcovia fieno 1’ o^era della vita di due fòli principi. Ma Luigi xiv, e Pietro il grande aveano comprefo, che la grandezza e la felicità di un monarca è infèparabile da quella de’ fuoi fudditt. Luigi xiv iòjieticava i