DELLE SCIENZE. 261 coloro, che alle lettere li impiegano , quanto ingegnarli per ogni mezzo da far rifiorire la virtù e la civiltà . E come ciò ottieni! men colla forza delle leggi, che coll’ iftituzione, ficcome noi di fopra abbiamo dimoftrato 5 è perciò da proccurarlì con una favia educazione , e coltura di quella si prezio-fa derrata dell’ uomo, da che egli comincia a sbucciare dal fuo gufcio . Ma' e’ pare , che noi abbiamo maggior cura delle noilre telle di fiori , e di alcune peregrine piante , che fono per avventura ne’ nollri giardini, e di ogni altra cofa che per noi ferve } che dell’ uomo , per la cui conlèrvazione, comodi , piaceri fono quelle fatte . Plutarco nel dotto libro deli' educatone de' fanciulli li maravigliava, come noi, e rimprovera ai grandi del fuo tempo un coltume , che ha dell’ inumanità , e della lloltezza : conciofiìachè follerò quelli ioliti di tutti i loro iervi , de’ quali avevano delle greggi, quelli .preporre all’ educazione de’ loro figliuoli, che non ritrovavano ad altre cofe atti, come non al negozio, non all’agricoltura , non ad altre arti : con che , dice quello favio filofofo, pare che pongane»